Cronaca Lanciano / Contrada Villa Pasquini

Villa Pasquini e l'incubo della centrale a biogas

Viaggio-inchiesta di Chieti Today nella contrada di Lanciano dove è in fase di costruzione una centrale a biogas ad alto rischio inquinante. Almeno secondo i residenti

Villa Pasquini è una delle tante contrade di Lanciano dove il tempo sembra essersi fermato. Qui le abitazioni sono pochissime, e il paesaggio è popolato in prevalenza da terreni agricoli. Siamo in aperta campagna, dove di solito l’aria è pura e il cielo è terso; eppure ora, proprio in questa zona, si corre un serio rischio ambientale. Non bastava, infatti, la centrale a biomasse di Treglio: ora i lancianesi si ritrovano i problemi anche “in casa”, con una centrale a biogas in fase di costruzione, appunto, a Villa Pasquini. Ne è nata subito, come era facile prevedere, una querelle politica: "L'interesse pubblico viene prima di tutto – dice il capogruppo Idv in consiglio comunale, Gabriele Di Bucchianico – anche se c’è una grossa differenza tra la centrale a biomasse di Treglio e quella in costruzione a Villa Pasquini: la prima è alimentata a biomasse solide, e quindi è molto più inquinante, mentre la seconda è a biogas, e quindi di minor impatto ambientale. La qualità dell’aria e delle diverse matrici ambientali interessate alle emissioni di questa centrale deve restare almeno uguale a quella pre-esistente. Noi vogliamo sicuramente vederci chiaro".

Ma chi ha autorizzato questa discarica? Possibile che sia spuntata fuori all’improvviso, magari nel silenzio complice di qualcuno? Non è andata, in realtà, così: la centrale a biomasse di Villa Pasquini è stata autorizzata dalla Regione Abruzzo, unico Ente competente, nel 2008. All’epoca la giunta comunale era ancora guidata dall’ex sindaco Filippo Paolini. La data dell'autorizzazione risale al 29 ottobre di quell’anno, mentre il proprietario dell'impianto è l'Ata, cioè l’ex azienda tabacchi di Lanciano. I lavori di costruzione sono iniziati, però, solo due anni e mezzo dopo, cioè nel mese di giugno 2011. Ed è da lì che i cittadini hanno iniziato ad allarmarsi. La Centrale è del tipo a fermentazione anaerobica ed è proposta dalla ditta ATA Energia società Agricola srl di Lanciano.

“Cosa vuole che le dica – ci spiega un residente – qui vivono poche famiglie, composte da gente che lavora; a momenti neanche si accorgevano che si stesse costruendo questa centrale”. In effetti, la struttura è in fase di realizzazione all’interno di un’area che è semi nascosta da un capannone, e tutto questo ostacola, di fatto, la visuale a chi proviene dalla stradina che conduce fin qui. Il sindaco di Lanciano, Mario Pupillo, preferisce buttare acqua sul fuoco: “Sorveglieremo tutto attentamente, anche in relazione alla recente pubblicazione dello studio sulla qualità dell’aria che la Provincia ha commissionato al Consorzio Mario Negri Sud. Desidero rassicurare i lancianesi. Si comincerà con la valutazione chimica dell’aria nelle zone sensibili, compresa la stessa Villa Pasquini, per acquisire dati che tornino utili per il monitoraggio permanente. In caso di valori oltre i limiti previsti, eserciterò i poteri che la legge mi conferisce in qualità di autorità sanitaria”.

Non è della stessa opinione il movimento Nuovo Senso Civico, uno dei comitati più attivi a difesa di Villa Pasquini, che per bocca di Alessandro Lanci attacca frontalmente il primo cittadino: “Pupillo deve capire che amministrare Lanciano non è come fare cabaret. Noi e i residenti di Villa Pasquini ci opponiamo fermamente alla realizzazione di una centrale a biogas in un’area, tra l’altro, già pesantemente inquinata, a causa anche delle diverse discariche presenti nei paraggi. La centrale a biogas, oltre alle solite conseguenze per l’inquinamento, creerà gravi problemi territoriali perché, per la produzione di biogas, occorrono 400/500 ettari di terreno che andranno seminati, fertilizzati e trattati chimicamente e quindi sottratti alle colture tradizionali. Il risultato sarà che diminuirà la produzione locale e aumenteranno i prezzi, anche a discapito dei consumatori”.

Pupillo, per Lanci, “non è più credibile: in campagna elettorale ha detto no all'installazione di ogni forma di produzione di energia inquinante, e ora manda avanti l'iter per la realizzazione della nuova centrale. Si possono fare tutti gli approfondimenti che si vogliono, ma lo studio del Mario Negri Sud ha certificato una situazione allarmante per la qualità dell'aria a Lanciano e nell'area frentana circostante. Pupillo dovrebbe smetterla con le chiacchiere e bloccare subito la centrale di Villa Pasquini, visto che può farlo”. Lanci conclude spiegando che “questa centrale non porterà a un miglioramento della qualità dell’aria che respiriamo perché, ad esempio, non prevede il teleriscaldamento, che permetterebbe lo spegnimento di un gran numero di caldaie private e quindi un effetto complessivo positivo. E’ solo un’ulteriore fonte inquinante”.

“Vogliono avvelenarci! È ora di finirla!”, urla una signora, e non è difficile capire che qui la situazione sia ormai al limite. Se n’è reso conto anche il centrodestra, che tramite il capogruppo Pdl in consiglio comunale, Manlio D’Ortona, ha chiesto la convocazione di un consiglio comunale straordinario: “Non si può far finta di niente. C'è il rischio che la qualità dell’aria a Lanciano sia dannosa. Noi chiediamo di convocare un consiglio straordinario monotematico sul tema, aperto a tutti, ove invitare esperti e tecnici, rappresentanti di associazioni e amministratori, in modo da fare il punto della situazione e affrontare seriamente il problema. Dovrebbe essere un Consiglio sul modello di quelli già convocati in passato per l’ospedale e il tribunale. La situazione è seria, e i cittadini vogliono risposte: è giusto che l’amministrazione le dia”.

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