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Immortalati nei video in cui costringevano una 16enne a rapporti sessuali, arrestati altri quattro minorenni

Erano stati chiamati in causa da uno dei due ragazzi arrestati a giugno. Poi, gli investigatori hanno trovato sui loro cellulari la prova che facevano parte del gruppo di aguzzini che per due anni ha reso un incubo la vita della giovanissima

Uno dei due giovani arrestati a giugno li aveva chiamati in causa, spiegando agli inquirenti che anche loro avevano avuto rapporti sessuali con Antonella (nome di fantasa), la giovane vastese che nel mese di maggio ha denunciato due anni da incubo, tra minacce e violenze. E le indagini dei carabinieri hanno confermato che il minorenne, agli arresti da due mesi, diceva il vero. Altri quattro giovanissimi, tre diciassettenni e un 18enne, due di Vasto, uno di Paglieta e l'altro di San Salvo, sono finiti agli arresti domiciliari, perché considerati complici dell'incubo vissuto dalla 16enne. Inequivocabile la loro presenza nei filmati che ritraevano la giovane Antonella subire rapporti sessuali con i sei giovani. In più, sui loro telefonini ci sono le prove della partecipazione a quelle orribili azioni. 

Si chiude così il cerchio dell'indagine condotta dalla procura dei minori dell'Aquila, i cui particolari sono stati illustrati questa mattina in una conferenza stampa dal maggiore Amedeo Consales, comandante della compagnia dei carabinieri di Vasto. Proprio ai militari vastesi Antonella, un giorno dello scorso maggio, ha deciso di rivolgersi con grande coraggio, raccontando particolari ed episodi di due anni orrendi, iniziati con l'infatuazione per un coetaneo, diventato poi suo aguzzino. Secondo la denuncia e stando ai riscontri trovati dagli investigatori, il minorenne immortalò Antonella, a sua insaputa, in intimità. Poi usò quelle immagini per minacciarla e obbligarla a fare tutto ciò che voleva, compresi rapporti sessuali con i suoi amici. In un'altra occasione, inoltre, il ragazzino la costrinse a fumare marijuana, riprendendola per poter usare anche queste immagini come leva del ricatto. Un incubo indelebile, iniziato quando Antonella aveva appena 14 anni. 

Secondo i carabinieri, i quattro giovani arrestati ieri nelle loro abitazioni, avrebbero iniziato a partecipare a questo sistema perverso più tardi dei primi due, incontrando Antonella solo per un paio di volte al mese. Ma questo non toglie la gravità e la drammaticità delle loro azioni: gli incontri erano tutti finalizzati a costringerla ad avere rapporti.

L'attività investigativa, coordinata dal procuratore della Repubblica dell'Aquila, Robero Polella, ha permesso di accertare i vari episodi di violenza sessuale. I quattro giovani, tutti incensurati, devono rispondere di violenza sessuale di gruppo continuata e aggravata dalla minore età della parte offesa, violenza privata e pornografia minorile. I ragazzi devono rimanere in casa, con il divieto assoluto di comunicare con persone diverse dai familiari conviventi, per 30 giorni. Nei prossimi giorni verranno sottoposti all'interrogatorio di garanzia. 

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