Ottenne 550 euro da una coppia di turisti inglesi a Palermo con la truffa dello specchietto, condannato un teatino

Il 32enne teatino, come riferisce PalermoToday, era stato tratto in arresto dai carabinieri il 25 maggio del 2018 dopo che era riuscito a estorcere 550 euro a una coppia di turisti inglesi in vacanza a Palermo

Un giovane di 32 anni originario di Chieti, Nocenzio Ragaccio, è stato condannato con sentenza definitiva per la classica truffa dello specchietto.
Il 32enne teatino, come riferisce PalermoToday, era stato tratto in arresto dai carabinieri il 25 maggio del 2018 dopo che era riuscito a estorcere 550 euro a una coppia di turisti inglesi in vacanza a Palermo.

Con il rito abbreviato venne condannato a 3 anni e 4 mesi, sentenza divenuta definitiva dopo che la Cassazione ha ritenuto inammissibile il suo ricorso. L'imputato, già noto per fatti simili, è però libero.

Come ricostruisce PalermoToday, quel 25 maggio di 2 anni fa la coppia anglossasone stava percorrendo via Messina Marine con una Ford Fiesta noleggiata. Arrivati all'altezza di via Laudicina, però, erano stati costretti a fermarsi da una Bmw guidata proprio da Ragaccio. L'uomo aveva contestato alla coppia di aver appena rotto il suo specchietto (che in realtà aveva distrutto lui stesso con una mazza di ferro). Secondo quanto riferito dai turisti, con modi molto minacciosi, l'imputato aveva preteso il risarcimento del danno e, dopo aver preso le chiavi della macchina degli stranieri, li aveva costretti ad andare in un vicino centro commerciale per prelevare 550 euro.

L'estorsione sarebbe andata a buon fine e senza alcuna conseguenza se solo Ragaccio non avesse schiacciato troppo il piede sull'acceleratore della sua Bmw: proprio la velocità eccessiva, infatti, aveva indotto una pattuglia di carabinieri del nucleo radiomobile a fermarlo per un controllo. A bordo dell'auto c'era anche uno dei turisti che aveva subito riferito l'accaduto ai militari. Sul mezzo era stata ritrovata poi anche la mazza di ferro utilizzata per rompere lo specchietto e mettere a segno la truffa. Così si arrivò all'arresto.

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Ragaccio era stato condannato dal gup (giudice per l'udienza preliminare), che aveva accolto le tesi del sostituto procuratore Giorgia Spiri, a tre anni e quattro mesi per estorsione. In primo grado era però subito caduta l'aggravante della minorata difesa da parte delle vittime che, essendo straniere, secondo l'accusa, non avrebbero capito correttamente le richieste dell'imputato. La sentenza era stata confermata l'anno scorso in appello.
Ora è arrivata anche la decisione della Cassazione: nonostante il procuratore generale si fosse unito alla richiesta della difesa (rappresentata dall'avvocato Gaetano Turrisi) di annullare il verdetto, i giudici l'hanno invece confermato, ritenendo inammissibile il ricorso.

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