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la presidente dell'Associazione Asperger Abruzzo Marie Helene Benedetti e l'avvocato Felicia Fioravante

la presidente dell'Associazione Asperger Abruzzo Marie Helene Benedetti e l'avvocato Felicia Fioravante

Terapie convenzionate per entrambi i figli autistici: tribunale condanna la Asl

Da 7 anni una mamma attendeva l'erogazione delle terapie per entrambi i suoi figli autistici. Per il giudice del lavoro l'Azienda sanitaria deve sostenere integralmente i costi presso il centro attualmente frequentato dai minori

Importante sentenza in Abruzzo per le terapie per l'autismo: il giudice Ilaria Prozzo del tribunale di Vasto ha riconosciuto ad una mamma il diritto di entrambi i suoi figli autistici ad avere le terapie convenzionate.

La donna, che si era rivolta all'associazione Asperger Abruzzo, difesa dall'avvocato Felicia Fioravante da sette anni attendeva che la Asl Lanciano Vasto Chieti erogasse le terapie per entrambi i suoi figli.

Nella sentenza il giudice ordina alla Asl la presa in carico di entrambi i bambini in “centri specializzati”, quindi non soltanto centri accreditati, ma anche privati.

"Il ricorso va accolto - si legge - e la Asl  di Lanciano-Vasto-Chieti va condannata, in via provvisoria e d’urgenza, a prendere in carico i minori e a praticare in loro favore il trattamento riabilitativo in setting ambulatoriale dedicato per autismo (Ada) con frequenza bisettimanale, direttamente o tramite strutture specializzate pubbliche e private o attraverso la terapia domiciliare e, in ogni caso, a sostenere integralmente i costi per le suddette terapie anche presso il centro attualmente frequentato dai minori

“Questa sentenza – il commento dell’associazioneAsperger Abruzzo - è un passo di grande rivoluzione, non solo per il principio di libera scelta del luogo di cura, ma è un passo che potrebbe portare tutti i centri, privati ed accreditati, ad impegnare le risorse per terapie d'eccellenza temendo la concorrenza”.

Molte sono le lamentele dei genitori che si rivolgono all'associazione per i disagi organizzativi dei centri che troppo spesso erogano terapie durante gli orari scolastici, ad esempio. 

“Nel caso specifico – spiegano ancora – la mamma è stata a lungo costretta a pagare privatamente le cure per entrambi i suoi figli in centro dove ha trovato personale specializzato che le ha dato fiducia e prossimità del servizio. La Asl nella comparsa di costituzione voleva spostare i bambini in un altro centro terapeutico vanificando il percorso intrapreso privatamente dalla madre e rischiando una regressione dei suoi figli".

Il giudice del lavoro, però, non ha accolto le richieste della Asl riscontrando che oltre il diritto di scelta, gli utenti autistici hanno il diritto di continuità, fondamentale per l'autismo.
 

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