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Il servizio Telecomunicazioni dei vigili del fuoco si sposta all'Aquila, Uilpa proclama lo stato di agitazione

Tre vigili del fuoco specialisti dovranno spostarsi. Il sindacato di settore vuole chiedere l'intervento del ministro dell'Interno: il servizio Telecomunicazioni da 49 anni ha sede nel comando provinciale di Chieti, un decreto del 2015 lo disloca nel capoluogo di regione

Tre vigili del fuoco specialisti radio riparatori dal prossimo 18 marzo saranno trasferiti dal comando provinciale di Chieti alla sede dell’Aquila. A deciderlo la direzione regionale dei vigili del fuoco, dando seguito a un decreto ministeriale del 2015 - fino ad oggi mai attuato  - che pone l’inserimento del Servizio telecomunicazioni e relativi specialisti nel capoluogo di regione.

Una decisione contestata dalla segreteria della Uilpa vigili del fuoco Abruzzo la quale ricorda che il servizio telecomunicazioni dei vigili del fuoco d’Abruzzo (TLC) dal 1970 ha sede nel comando di Chieti "da dove ha garantito sempre la massima efficienza operativa". Dislocarlo comporterebbe un "oneroso aumento dei costi di gestione dal momento che 30 ponti radio e sedi di servizio ricadono nel territorio della provincia di Chieti e solamente 10 nell’aquilano". 

Il sindacato di settore pone anche un altro problema riguardante i tre vigili del fuoco specialisti, padri di famiglia, che dal mese prossimo dovranno recarsi in servizio all’Aquila. "Una inopportuna forzatura – sottolinea ancora - di fronte alla quale gli interessati hanno paventato la possibilità di dimissioni dal ruolo di specialista radio riparatore e rientrare nel servizio ordinario, mandando così in crisi il servizio".

Secondo la Uil, la Pubblica Amministrazione in questo modo non sta ottimizzando e valorizzando le risorse, né starebbe garantendo l’efficienza del soccorso pubblico. Per tali ragioni ha proclamato lo stato di agitazione.

"La decisione di dislocare inopportunamente e forzatamente il servizio operativo telecomunicazioni da Chieti all’Aquila - sostengono i segretari Uilpa Di Biase, D'Arcangelo e Toracchio - è inutile, inopportuna, dannosa, antieconomica e sfiducia l'operato della Pubblica Amministrazione". Gli stessi non escludono di chiedere l'intervento, se necessario, del ministro dell'Interno Salvini e del sottosegretario Candiani.

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