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Messaggi molesti e pedinamenti: divieto di avvicinamento per l'impiegata accusata di stalking

La dipendente del Comune avrebbe perseguitato un operaio conosciuto proprio sul posto di lavoro. Ora deve stargli ad almeno 300 metri

Non può avvicinarsi alla presunta vittima della sua persecuzione, durata diversi mesi, che l'ha denunciata. Destinataria del provvedimento è una dipendente del Comune di Chieti, M.D., 56 anni, denunciata per stalking da un uomo di 54 anni. Ora, il gip del tribunale teatino Luca De Ninis ha firmato il divieto di avvicinamento: la donna deve tenersi a una distanza di almeno 300 metri dalla presunta vittima e dai suoi familiari. 

Secondo quanto ricostruito dall'accusa, i due si erano conosciuti proprio negli uffici comunali, dove il 54enne era andato per contestare l'importo di una bolletta. La donna avrebbe ottenuto il suo numero di cellulare e, da allora, aavrebbe iniziato a perseguitarlo: prima messaggi e telefonate, anche a sfondo sessuale, poi appostamenti e pedinamenti. In un'occasione, l'impiegata sarebbe andata sotto casa della presunta vittima, per minacciarlo davanti a moglie e figlia. A quel punto sarebbe scattata la denuncia. 

Lei, però, racconta una storia del tutto diversa. Sostiene infatti di aver avuto una relazione con l'uomo, che lui avrebbe interrotto bruscamente. Ma secondo la denuncia, la persecuzione avrebbe generato nell'operaio uno stato di ansia grave. 

Ora, la donna non può comunicare in nessun modo con l'operaio, né personalmente né per via telefonica o telematica. In caso di violazione del provvedimento, rischia l'arresto. 

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