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La festa per la produzione dei 6 milioni di veicoli alla Sevel

La festa per la produzione dei 6 milioni di veicoli alla Sevel

Alla Sevel non bastano i numeri record: 100 mila furgoni non saranno prodotti in Abruzzo ma in Polonia

La Fiom chiede l'apertura di un confronto con Fca, per discutere dell'attuale produzione e promette tutte le azioni possibili a difesa dell'occupazione 

Il gruppo Psa (Peugeot, Citroën, DS, Opel e Vauxhall Motors) toglie la produzione dei furgoni allo stabilimento Sevel di Atessa, destinando la realizzazione dei 100 mila mezzi in Polonia. Una decisione che suona di beffa per quello che i sindacati considerano "la fabbrica dei record", dove i lavoratori hanno compiuto grandi sacrifici e si sono adeguati alla decisioni aziendali. 

In una nota, Alfredo Fegatelli, segretario generale della Fiom Abruzzo Molise, si scaglia contro l'ingresso di Opel in Psa, che

sta modificando le strategie  industriali mettendo un forte punto interrogativo sul futuro dello stabilimento Sevel.  

È ipocrita cercare di scaricare le responsabilità sulla mancata flessibilità  dello stabilimento di Atessa, visto che in questi anni i lavoratori, con grossi sacrifici, hanno dimostrato di poter produrre quantitativamente e qualitativamente circa 300 mila  furgoni l'anno.

Questo cambio di strategia da parte di Psa apre una forte riflessione sul futuro dello stabilimento della Sevel e dell'intero indotto. 

Fegatelli sottolinea la difficoltà di Fca (Fiat Chrysler Automobiles), in Italia e incalza:

Nonostante abbia deciso di usare un proprio contratto nazionale, che praticamente dà mano libera all'azienda di organizzarsi come vuole, dopo 10 anni non riesce a mantenere la competitività con le altre case automobilistiche europee. Questa novità di Psa dimostra il fallimento del contratto e di quanti lo hanno sottoscritto. 

Per questo, la Fiom chiede l'apertura di un confronto, per discutere dell'attuale produzione e del futuro del nuovo furgone, come annunciato nel piano industriale Fca, e promette tutte le azioni possibili a difesa dell'occupazione e delle prospettive dello stabilimento più importante d'Abruzzo.

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