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Venerdì, 3 Dicembre 2021
Cronaca Paglieta

Silvia denunciata da Terna: numerosi gli attestati di solidarietà

Incassata la vicinanza dei sindaci di Lanciano, Paglieta e Castel Frentano, la Ferrante ha ricevuto sostegno anche da Sel, Legambiente e WWF. Ma Terna ribatte: "Denunciarla era un atto dovuto"

Il giorno dopo la conferenza stampa in cui ha spiegato di aver ricevuto da Terna ben 24 citazioni civili (per un totale di 16 milioni di euro) sono numerosi gli attestati di solidarietà a Silvia Ferrante, la 37enne di Paglieta che è stata denunciata dalla società energetica a seguito delle sue proteste pacifiche contro l'elettrodotto Villanova-Gissi. Lei parla chiaramente di "intimidazione" ma al tempo stesso dichiara che non si farà spaventare e andrà avanti, appoggiata nella sua battaglia anche dai sindaci di Lanciano, Mario Pupillo, di Paglieta, Nicola Scaricaciottoli, e di Castel Frentano, Gabriele D'Angelo.

PUPILLO: "ATTO DI ARROGANZA" - Pupillo, che - come sappiamo - è anche presidente della Provincia di Chieti, sembra essere tra i più agguerriti: "E' un atto di arroganza per una battaglia contro un'infrastruttura, con procedure non concordate, che riteniamo inutile. Resteremo al fianco di Silvia", ha affermato. Nelle scorse settimane il consiglio comunale di Lanciano ha ufficialmente preso posizione contro l'elettrodotto, paventando irregolarità in merito alla sua costruzione. Anche Scaricaciottoli e D'Angelo hanno stigmatizzato la mancata concertazione sulla realizzazione dell'impianto.

TERNA: "ATTO DOVUTO" - A stretto giro di posta, Terna (che è patrocinata dal noto legale Giulia Bongiorno) ha replicato alle accuse diramando la seguente nota: "La citazione in giudizio con atto risarcitorio di alcuni proprietari terrieri e contestatori, tra i quali la Sig.ra Ferrante, che si è opposta all’accesso ai fondi relativi all’elettrodotto Villanova-Gissi per ben 24 volte, è un atto dovuto. Secondo la legge (Decreto Autorizzazione n. 239/2013), infatti, i tecnici di Terna devono espletare, in qualità di ufficiali incaricati di pubblico servizio, tutte le procedure per gli asservimenti dei terreni interessati dal passaggio della nuova linea elettrica. L’impedimento di tali procedure, ritardando l’entrata in esercizio dell’opera nei tempi stabiliti (1° gennaio 2016), costituisce un danno non solo per Terna ma per l’intera collettività, e come tale va denunciato".

Silvia, che tra l'altro sarà difesa da un avvocato teatino - Roberto Paolo D'Ettorre - si aspettava "qualche denuncia, ma non certo 24 e per una cifra di tale portata (tra i 630.000 e i 900.000 euro l'una, ndr). E' un atto forte contro una cittadina che vuole difendere il diritto alla salute e alla salvaguardia dell'ambiente. Un pilone di Terna è a 80 metri dall'abitazione dei miei genitori e dove abito con mio marito e mio figlio di 5 anni, dopo essere rientrata da Roma proprio per poter vivere nella regione Verde d'Europa". Va ricordato che sia il Comune di Lanciano sia quelli di Paglieta e Castel Frentano hanno fatto ricorso contro l'elettrodotto.

LA SOLIDARIETA' DI SEL - E poche ore fa, quasi in risposta agli attacchi rivolti ieri allo "scarso interesse della politica regionale", è arrivata la reazione di Sel, che tramite il capogruppo Mario Mazzocca e il coordinatore regionale Tommaso Di Febo definisce "inaccettabili" i "metodi intimidatori nei confronti di singoli cittadini da parte di una multinazionale, e quindi li condanniamo con forza, indipendentemente dalle questioni tecniche. Esprimiamo tutta la nostra solidarieta’ a una mamma combattente che, esponendosi in prima persona, sta cercando di tutelare i propri diritti e quelli dei suoi cari". Mazzocca ha programmato per la prossima settimana una riunione con una delegazione di cittadini e i competenti organismi tecnici della Regione.

LEGAMBIENTE E WWF - Intanto Legambiente e WWF chiedono a Terna di fermarsi: "La storia di Silvia Ferrante non può in alcun modo rappresentare il triste epilogo di un dramma tutto abruzzese che racconta dell’incapacità generale di ragionare e costruire un percorso di partecipazione intorno a opere definite “strategiche”. Terna deve fare un deciso passo indietro e la politica tutta deve intervenire seriamente per dimostrare una volta per tutte che l’Abruzzo non è la terra di nessuno”.

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