Datteri di mare pronti per essere serviti, ma la pesca è vietata: pioggia di multe e una denuncia

Rigidi controlli sulla filiera della pesca del personale dell’Ufficio Circondariale Marittimo di Vasto, sotto il coordinamento della Capitaneria di Porto di Ortona

Nella cucina di un ristorante di Vasto c'era un chilo di datteri di mare pronti a essere serviti ai clienti. Peccato che la pesca di questo mollusco, il Lithophaga lithophaga, sia severamente vietata dalla legge, perché causa incalcolabili danni ambientali sul fondale marino roccioso. 

Così, è immediatamente scattato il sequestro con la distruzione del prodotto quando ieri mattina il personale dell’Ufficio Circondariale Marittimo di Vasto, sotto il coordinamento della Capitaneria di Porto di Ortona, ha fatto la scoperta nel corso di un controllo sulla filiera della pesca, avviato per tutelare la salute dei consumatori e verificare il rispetto delle norme in materia di tracciabilità e rintracciabilità del prodotto ittico.

Oltre al titolare del locale dove stavano per essere serviti i dateri, che è stato segnalato all'autorità giudiziaria, sono stati riscontrati diversi illeciti di natura penale ed amministrativa, con sanzioni per diverse migliaia di euro, in particlare per le violazioni alla tracciabilità del prodotto. 

Non tutti sanno che per prelevare i datteri è necessario frantumare la roccia in cui il bivalve scava i fori in cui vive nascosto. Lo strato superficiale degli scogli sommersi viene distrutto a martellate, e ogni animale o vegetale insediato sulla roccia è destinato a soccombere. Si parla di una vera e propria desertificazione delle scogliere sommerse che permangono in uno stato impoverito, con valori di biodiversità molto bassi.

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I controlli sulla filiera ittica continueranno anche nei prossimi giorni, per verificare la corretta tracciabilità ed etichettatura dei prodotti della pesca, e il divieto di pesca di specie protette e di esemplari sottomisura, a tutela del consumatore e delle risorse ambientali marine.

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