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Cronaca Ortona

Stanno tutti bene i migranti della Aita Mari, i due neonati ricoverati in Pediatria con le mamme [FOTO]

Dopo lo screening sanitario e il tampone Covid, le procedure di identificazione e il ristoro, in mattinata sono stati trasferiti nei centri delle quattro province abruzzesi che li ospiteranno

Sono tutti in buone condizioni di salute i 38 migranti arrivati nella notte al porto di Ortona, a bordo della nave Aita Mari, di una ong spagnola. Come fa sapere la Asl Lanciano Vasto Chieti, solo i due neonati a bordo, insieme alle loro mamme, sono stati trasportati all'ospedale di Chieti e lì ricoverati in Pediatria a scopo precauzionale, per una valutazione più approfondita delle loro condizioni di salute. Dopodiché, verranno trasferiti in provincia di Pescara.

Nessun altro è stato condotto in ospedale, sebbene fossero già stati riservati posti letto, anche in caso di positività al Covid, che non sono serviti: tutti i tamponi eseguiti all'arrivo sono risultati di salute. Le condizioni di salute complessive sono apparse buone ai controlli effettuati dall’équipe del 118 nella Postazione Medica Avanzata, dove è avvenuta la valutazione sanitaria una volta lasciata la nave. 

Per la procedura di accoglienza coordinata dalla prefettura di Chieti e concordata con la capitaneria di porto, la Asl ha messo a disposizione due ambulanze,  infermieri e medici dell’emergenza, personale della Patologia Clinica per esami di laboratorio eseguiti sul posto, un pediatra, psicologi e assistenti sociali messi a disposizione dai servizi consultoriali, e mediatori culturali. Le attività sono state coordinate dal direttore sanitario Aziendale Angelo Muraglia, presente al porto insieme a Emidio Rosati, responsabile dell’assistenza ai migranti della Asl, Ivana Cataldo, direttore del laboratorio analisi, Michele Cozza, coordinatore infermieristico dell’emergenza, e il pediatra Lucio Ceglie. A tutti è giunto questa mattina il ringraziamento del direttore generale Thomas Schael per l’impegno profuso in una operazione nella quale ognuno ha dato il meglio.

Dopo la prima visita e l'identificazione, i passeggeri della Aita Mari hanno ricevuto pasti caldi, abiti puliti e prodotti per la prima infanzia per i due bimbi.

Le procedure di accoglienza erano state condivise nel corso di un comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza convocato dal prefetto Mario Della Cioppa lo scorso 21 febbraio, durante il quale il comandante della capitaneria di porto di Ortona Scala ha avuto modo di illustrare, nel dettaglio, la suddivisione degli spazi in aree dedicate alle diverse operazioni di accoglienza, tutte attrezzate con tende e gazebo riscaldati, messi a disposizione dal locale gruppo di protezione civile e dalla Croce Rossa Italiana, e un’area dedicata alla stampa, con accesso riservato a giornalisti accreditati.

Tutti gli stranieri soccorsi provengono dalla Guinea Conakry, eccetto un cittadino del Mali e uno della Sierra Leone e, tra questi, vi sono 18 minori non accompagnati, 7 uomini adulti, 2 nuclei familiari composti da 2 donne con due bambini e 3 uomini, e 8 donne singole.

Al momento dell’attracco della Aita Mari sulla banchina di riva, prima dello sbarco, i migranti soccorsi sono stati sottoposti ad un primo check e screening sanitario, da parte del personale medico Usmaf salito a bordo, all’esito del quale sono stati fatti sbarcare, dando priorità a infermi e minori, e accolti in un punto ristoro dal personale della Croce Rossa Italiana, che ha provveduto a consegnare beni di prima necessità e generi di conforto.

I migranti sono stati, dunque, sottoposti ad ulteriori, approfonditi, controlli medici nel punto medico Avanzato, allestito dalla Croce Rossa Italiana, dove sono state precauzionalmente posizionate 4 ambulanze del 118 e un pulmino della Croce Rossa Italiana, da parte di sanitari della Asl, oltre a psicologi, assistenti sociali e mediatori culturali, per poi essere trasferiti nell’area prospicente, anch’essa riscaldata, dedicata alle procedure di identificazione e foto-segnalamento da parte dei competenti uffici della questura, immigrazione e polizia scientifica.

Completate le procedure di identificazione, i migranti hanno atteso il trasferimento nelle strutture di accoglienza, Cas o centri di accoglienza del circuito Sai, nell’area allestita con sedute e brandine e dotata di una cortina a garanzia della privacy degli stessi.

Tutte le procedure, coordinate in loco dal vice prefetto Braga, dirigente dell’area immigrazione della prefettura di Chieti, supportato dalle due funzionarie Bellinello e Massari, sono terminate intorno alle 8 di questa mattina, quando i migranti sono stati fatti salire sui pullman messi a disposizione dai gestori dei centri di accoglienza ove saranno ospitati, e ripartiti tra le quattro province abruzzesi. Nel dettaglio, all’Aquila sono stati trasferiti 7 uomini, a Teramo verranno ospitate 7 donne, mentre Pescara accoglierà i nuclei familiari composti da 2 uomini, una donna e una ragazza minorenne.

I minori non accompagnati, invece, saranno accolti nelle strutture Sai dedicate: 7 in provincia di Chieti e 4 in provincia di Pescara.

In una nota diffusa dalla prefettura, il prefetto Della Cioppa ringrazia tutti i soggetti coinvolti, a partire dalla capitaneria di porto e l’autorità di sistema portuale del mare Adriatico centrale, i sanitari Asl- 118, l’agenzia regionale di Protezione Civile, il sindaco e il Comune di Ortona, i volontari di protezione civile e della Croce Rossa Italiana, il personale Usmaf, la questura, il Roan della Guardia di Finanza, i vigili del fuoco, dell’Unhcr, le forze di polizia che hanno garantito la cornice di sicurezza, i quali hanno operato in perfetta sinergia, massima collaborazione e professionalità, con la velocità necessaria ed efficienza delle operazioni, garantendo anche la massima prossimità ai migranti, soccorsi dopo giorni di viaggio, e particolare attenzione ai minori.

L'arrivo a Ortona della nave Aita Mari con 38 migranti

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