Santa Filomena, i residenti: l'ennesimo schiaffo dalle istituzioni

risposta al vostro articolo del 10.02.2015

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ChietiToday

L'Associazione Chieti tra le Righe, con sede in Santa Filomena di Chieti, esprime la propria amarezza, delusione e stupore per il parere espresso dalla Soprintendenza ai Beni architettonici e paesaggistici di Chieti sulla possibile individuazione di aree urbane, per la realizzazione futura di una piazza, punto di aggregazione del quartiere, aree da individuare possibilmente nel contesto prospiciente la Chiesa di Santa Filomena, unico punto attuale di incontro per i cittadini. Resta lo stupore, nel leggere l'articolo pubblicato ieri su questa testata giornalistica, sulle motivazioni che avrebbe spinto la Soprintendenza a dare il proprio diniego in particolare si legge "L'area, infatti, è soggetta a diversi vincoli edificatori, non solo perché sorge a ridosso di un antico tratturo, ma anche perché vicina a Villa Mezzanotte, edificio realizzato nella seconda metà dell'Ottocento, su fondamenta del Settecento".

Ci preme fare una breve cronistoria degli avvenimenti legati alla Villa Mezzanotte. Con il Piano Regionale Paesistico (Legge n. 431 dell'8.08.1985 e art. 6 L.R. n. 18 del 12.04.1983) approvato dal Consiglio Regionale il 21 marzo del 1990 con atto n. 141/21, sia la Villa Mezzanotte che l'area di pertinenza, prospiciente la Chiesa di Santa Filomena, venne vincolata in considerazione che gli interventi urbanistici ed edilizi realizzati nell'intorno avevano irrimediabilmente snaturato la relazione edificante che questo manufatto aveva con il territorio nella sua condizione originaria di villa isolata nella campagna, e che rimaneva da recuperare solo il valore architettonico proprio del manufatto.

Si rendeva necessario pertanto: il restauro dell'edificio finalizzato alla sua ricomposizione tipologica e formale; la riprogettazione del giardino e del suo rapporto con la casa; il riuso per attività di servizio, attività culturali-ricreative, residenza privata.

Purtroppo gli anni sono passati e della Villa Mezzanotte, rimasta in balia del tempo e della non curanza, sono rimaste solo le pareti esterne e il tetto pericolante.

Come mai si è imposto un vincolo su un manufatto storico se poi lo si lascia cadere in rovina, nell'indifferenza di tutti (sono passati quasi 20 anni dall'imposizione del vincolo)? Dove era e dove è la Soprintendenza che oggi si erge in difesa di un "prestigiosa Villa", se è sotto gli occhi di tutti che oramai non resta che un rudere dell'importante villa settecentesca? cosa ha fatto o cosa sta facendo la suddetta Soprintendenza per recuperare quell'immobile?

A noi cittadini sembra di rivivere le scene di un drammatico film visto e rivisto, lasciare deperire l'immobile fino al punto tale che non sarà più possibile recuperarlo, ecco cosa stanno facendo le istituzioni compresa la Soprintendenza.

Si parla nell'articolo di prospiciente "antico tratturo", ma non è così perché l'area tratturale è distante oltre 150 metri dal sito individuato urbanisticamente dal Comune e tra le due aree insiste un tratto di viabilità in rilevato attualmente di proprietà della Provincia di Chieti. Aggiungiamo poi che "dell'antico tratturo" oggi non esiste più nulla e le aree sono state quasi tutte occupate da edifici e opere stabili e in alcuni casi da cumuli e cumuli di rifiuti in bella vista.

L'Associazione Chieti tra le Righe è sicura che l'individuazione di un'area da destinare a punto di aggregazione per il quartiere poteva essere propedeutica al rilancio e al recupero della villa e non come affermato da qualcuno "una colata di cemento" e che la stessa sarebbe divenuta baluardo a difesa della stessa villa da eventuali forme di speculazione.

L'Associazione provvederà a richiedere copia della documentazione in possesso delle istituzioni e formulare opportuna denuncia alle competenti autorità, chiedendo che si faccia chiarezza sugli avvenimenti e sulle responsabilità a ciascuno imputabile sul degrado e abbandono del territorio di Santa Filomena ed in particolare della Villa Mezzanotte e della Chiesa di Santa Filomena, quest'ultima salvata solo grazie al contributo economico volontario dei residenti.

F.to il Presidente Giancamillo Di Fabrizio

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