Via Principessa di Piemonte: la lapide verrà collocata il 30 novembre

Il Presidente della Provincia Enrico Di Giuseppantonio ha reso noto che la lapide, distrutta tre anni fa, tornerà al suo posto il prossimo 30 novembre, replicando così ai Giovani Democratici

Via Principessa di Piemonte

La lapide in pietra per ricordare la tragica vicenda dei campi di concentramento, distrutta tre anni fa dai vandali in via Principessa di Piemonte, tornerà al suo posto.

La data in cui avverrà la collocazione è stata fissata dal Presidente della Provincia al 30 novembre 2011. Giorno in cui, con una cerimonia semplice, sarà restituita idealmente a tutti i cittadini, compresi quelli del gruppo Giovani Democratici ai quali il Presidente Enrico Di Giuseppantonio dice: “L'Amministrazione provinciale non è rimasta né inerte né sorda all'appello per il ripristino della lapide distrutta. Ma un'Amministrazione pubblica non può certo affiggere, su un edificio pubblico, e sottolineo su un edificio pubblico, peraltro di proprietà del Comune, una targa che nel ricordare la tragica vicenda dei campi di concentramento, riporta nel testo un esplicito richiamo ad un movimento politico, nella fattispecie ai Giovani Democratici di Chieti”.

Di Giuseppantonio concorda col segretario cittadino dei Giovani Democratici Davide Gallo, sul fatto che i tempi di realizzazione siano stati lunghi. “Gli Uffici si sono attivati per commissionare la lapide – spiega - abbiamo indetto una regolare procedura di affidamento, vagliando preventivi e aggiudicando il lavoro, è stato effettuato un sopralluogo: il tutto all’insegna della massima trasparenza. Ma non è tollerabile che per un lavoro di poche migliaia di euro la burocrazia dell’Ente possa rallentare un’iniziativa per mesi e mesi. A questo punto chiederò una verifica e, se necessario, di accertare eventuali responsabilità circa i ritardi”.

E conclude: “Questa Amministrazione, al di là degli intoppi di natura burocratica, ha continuato e continuerà a rendere un doveroso omaggio a chi è stato vittima della barbarie nazista ma, sia chiaro, non potrò mai autorizzare che su un edificio pubblico vengano installate lapidi e  targhe che recano il nome di un partito: è questo il caso della targa di plexiglass offerta dai Giovani Democratici. Ma il problema, tempo poche settimane, sarà definitivamente risolto”.
 

 

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