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Cronaca

La scuola cambia sede e lo scuolabus è gratis, ma dopo un anno arriva l'ingiunzione di pagamento

La storia della mamma di un ex alunno della Nolli, sede spostata nel 2015 da via Cerritelli a Filippone. "La colpa - dice - è del Comune che ha voluto trasferire le classi: io non pago"

La sede della scuola spostata all’improvviso, nessuna possibilità di trovare un altro istituto con lo stesso piano di studi e la volontà di non allontanare il proprio figlio dopo 4 anni in classe con i suoi amichetti. Inizia così la storia di una mamma teatina, che oggi, dopo un anno e mezzo, si trova con un’ingiunzione di pagamento di 160 euro che, dice, “non ritengo di dover pagare”

Ma andiamo con ordine. Tutto inizia a settembre 2015, quando le classi della scuola primaria Nolli, che fino ad allora avevano frequentato le lezioni in via Cerritelli, nella sede della media De Lollis, vengono spostate nell’edificio della scuola Sant’Andrea, in via Brigata Maiella, a Filippone. Si tratta di uno spostamento notevole, considerato che la prima sede è vicinissima al centro. 

Carla (il nome è di fantasia, ma la storia è assolutamente reale), che vive in via Principessa di Piemonte, iscrive suo figlio alla classe quinta elementare, con la rassicurazione che, dopo il mese di dicembre, i bambini sarebbero tornati in via Cerritelli. “Mi sono fidata e non ho cambiato scuola al bambino - racconta - perché per motivi familiari ho scelto il tempo pieno, che prevede solo la scuola Nolli e nessuna altra scuola a Chieti. Inoltre non mi sembrava il caso di fargli cambiare ambiente in quinta e mi sono fidata del fatto che dopo qualche mese sarebbe tornato tutto come prima”.

La sede della scuola Sant’Andrea, però, è troppo lontana da raggiungere a piedi dal centro storico, e Carla non guida. Così fa la domanda per il trasporto scolastico. “Mi sono rivolta al rappresentante d’istituto - ricorda - che mi ha assicurato di aver parlato con l’assessore Giampietro (alla Pubblica Istruzione) e che non avrei dovuto pagare, visto che lo spostamento di sede era stato deciso dal Comune”. 

Ma i bambini della Nolli non tornano in via Cerritelli, terminando l’anno a Sant’Andrea. Intanto il figlio di Carla finisce le scuole elementari, si iscrive alla prima media in un altro Comprensivo della città e la vicenda sembra ormai passata. Finché, a novembre 2016, arriva un’ingiunzione di pagamento da parte di Teateservizi di 160 euro. “Mi chiedono di pagare l’autobus che ha portato il bambino a scuola, nonostante mi fosse stato assicurato che non avrei mai dovuto pagare. Io ho fatto la domanda per usufruire del servizio, ma solo perché sono stata costretta”. 

La mamma si è rivolta agli uffici competenti e, tramite un avvocato, ha inviato una lettera in autotutela anche al sindaco, ma la risposta è sempre la stessa: deve sborsare quei 160 euro. “Ma la colpa - si sfoga è solo del Comune, che non si preoccupa di questa mancanza di tutela nei confronti di un cittadino. La situazione è assurda: hanno spostato i bambini in un’altra scuola meno accogliente, creando molti disagi a loro e anche agli insegnanti. Non ho iscritto mio figlio altrove perché mi avevano assicurato che sarebbe stata una situazione temporanea, al massimo per tre mesi, e invece non è stato così. Per ora non ho intenzione di pagare, perché quel che è successo è una responsabilità del Comune: io avevo trovato, sotto casa, la scuola adatta a mio figlio. Che colpa ne ho se quella scuola è stata spostata?”.

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