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Project financing nuovo ospedale, Forza Italia accusa: "Opera inutile che crea precariato"

In conferenza stampa il consigliere regionale Febbo e quelli comunali Costa, Micomonaco e vitale spiegano punto per punto i nodi critici del progetto. "Sì ad un intervento, ma non in questi termini", dicono

“Per noi è un progetto inutile e, visti finalmente i documenti, riteniamo che questa operazione nasconda dietro qualche verità”. Così Mauro Febbo, presidente della commissione regionale di Vigilanza e consigliere di Forza Italia, questa mattina (giovedì 29 settembre), in conferenza stampa, accompagnato dai consiglieri comunali dello stesso partito Maurizio Costa, Maura Micomonaco ed Emiliano Vitale. Dopo mesi di battaglie per conoscere più a fondo il progetto da 2 milioni 303mila e 552 euro, il consigliere di minoranza contesta uno per uno i punti che, a suo parere, porterebbero solo “precariato per dar vita a una sorta di centro commerciale”.

“Finalmente, solo il 12 settembre, abbiamo visionato il terzo progetto del progetto di finanza - esordisce Febbo - e più leggiamo le carte, più ci convinciamo che abbiamo ragione ad avversare un progetto che danneggia Chieti e l’intera provincia”.

Febbo e i colleghi di Forza Italia si dicono “d’accordo sulla necessità di un intervento per l’ospedale di Chieti”, ma non nelle modalità previste dal project financing. “Abbattere e ricostruire un edificio che per circa un quarto della sua superficie presenta problemi di cemento impoverito - afferma - è quanto mai assurdo. Ci sono altre modalità per risolvere queste problematiche, ovvero intervenire con le nuove tecniche di ingegneria antisismica per puntare al miglioramento dei manufatti esistenti, pensando a un contestuale restyling”. Inoltre, per lui, il problema potrebbe essere risolto eliminando anche quello dei “contenitori vuoti” presenti in città: usare l’ex ospedale civile per i laboratori e l’ex San Camillo, che peraltro ha già dimostrato di saper resistere ai terremoti. “Si otterrebbe così lo stesso risultato, dando anche fiato all’economia cittadina”, puntualizza Febbo. “Realizzare questo progetto di finanza significa ingessare il bilancio della Asl e rinunciare agli interventi per gli altri ospedali della provincia, ossia Lanciano e Vasto, in condizioni pietose, quelli sì da abbattere e ricostruire”.

 

Ma quali sono i punti contestati da Forza Italia in merito al progetto del nuovo ospedale? In primis, il fatto che preveda l’affidamento per 30 anni dei servizi di manutenzione opere edili e aree verdi, energia e manutenzione tecnica impianti, sterilizzazione, ristorazione, pulizia, sanificazione, logistica, assistenza e manutenzione delle apparecchiature medicinali, gestione laboratori di biochimica, gestione tecnica e amministrativa di radiologia e medicina nucleare. “Ma così - chiarisce Febbo - i dipendenti verranno rimpiazzati dalle solite cooperative o da lavoratori interinali a 500/600 euro al mese e gli uffici tecnici della Asl non avranno più motivo di esistere. Tanto più che l’azienda sanitaria resterebbe vincolata a standard attuali”. 

Forza Italia dice no anche alla realizzazione di un’area destinata a 26 attività commerciali di vario genere, dalla ristorazione, con uno spazio di 750 metri quadrati, alla profumeria, dalla libreria a negozi di calzature, abbigliamento e accessori, prevedendo addirittura un’agenzia di viaggi, una ricevitoria e un punto vendita di videogiochi. A questi spazi si aggiunge una non meglio specificata area “accoglienza e servizi” di 222 metri quadrati.

“Si giustifica una nuova struttura - prosegue il consigliere regionale - con il fatto che meno di un quarto di quella attuale è realizzata con “cemento impoverito”, ma poi si vogliono destinare aree importanti a centro commerciale, mentre due manufatti, individuati con le lettere C e D, resterebbero vuoti”. 

Altro nodo irrisolto dell’ospedale teatino sono i parcheggi, che, stando alla lettura del progetto della minoranza, non verrebbe affrontato nemmeno con la realizzazione del nuovo. “Si aumenta il numero dei posti gratuiti destinati ai dipendenti da 219 a 261 - spiega Febbo - mentre rimangono invariati sempre gratuiti gli 87 per gli utenti deboli come disabili o anziani e i 101 per utenti per dialisi, day hospital, pronto soccorso. Mentre allo stesso tempo si propone un esiguo aumento di posti a pagamento che da 151 vanno a 488”. Invariati anche i posti letto: 437, a cui si aggiungono i 61 di day hospital e day surgery. 

“I vertici regionali e della sanità - conclude Febbo - continuano a dire che il nuovo progetto mira a far diventare quello di Chieti un ospedale di secondo livello. Ma non è così: non ci sono i numeri né come abitanti (ne servirebbero da 600mila a 1 milione e 200mila) né fruitori di pronto soccorso (se ne registrano 65mila, ne servirebbero 100mila;). In più non ci sono sufficienti Unità operative complesse e l’organizzazione ospedaliera resta invariata”. 

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