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Immagine di repertorio

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Pesano sempre di più i debiti del Comune: scatta lo stato di agitazione a Chieti Solidale e Ladisa

La protesta della Uiltucs Abruzzo, che agisce autonomamente rispetto alle altre organizzazioni sindacali

Stato di agitazione a Chieti Solidale e Ladisa spa. Lo ha dichiarato la Uiltucs Abruzzo, con due comunicazioni indirizzate al prefetto e agli organi competenti. Due atti con lo stesso significato: alzare la voce contro situazioni di crisi che stanno ormai sfuggendo di mano.

Nel caso di Chieti Solidale, Uiltucs lamenta la paventata riduzione dei servizi e dell’orario di lavoro, palesemente in contrasto con i presupposti espansionistici previsti nel piano industriale che dovevano scaturire dalla trasformazione in srl. Il tutto aggravato dal mancato pagamento degli stipendi di gennaio e dall’assenza di notizie in merito al riaffidamento o meno a Chieti Solidale dei servizi del piano distrettuale, benché le determinazioni comunali siano in scadenza il prossimo 28 febbraio. Per quanto riguarda Ladisa spa, la ditta che si occupa per il Comune di Chieti della preparazione e del trasporto vitto per le refezioni scolastiche in ambito comunale, il sindacato rimarca il mancato pagamento delle fatture da parte del comune di Chieti già da settembre 2018, ma anche il fatto che la ditta ha anticipato tutte le retribuzioni fino ad avere problemi di liquidità proprio alla luce dei mancati incassi delle fatture: sintomi di un clima di incertezza che non lascia ben sperare.

Commentano Mario Miccoli ed Ernesto Magnifico, della Uiltucs Abruzzo:

Siamo di fronte a situazioni davvero incresciose, che ci hanno spinti allo stato di agitazione. A differenza delle altre organizzazioni sindacali, però, specie nel caso di Chieti Solidale, noi non siamo mai stati accomodanti, e infatti non abbiamo sottoscritto l’accordo per la riduzione dell’orario settimanale conseguente a quello dei servizi, a novembre 2018, firmato nonostante tutte le altre problematiche come la trasformazione in srl, la mancata consegna del piano industriale, il ritardo del pagamento degli stipendi, oltre alla conciliazione proposta e sottoscritta dai lavoratori per permettere alla srl di nascere senza pendenze. Oggi finalmente le altre organizzazioni sembrano essersi svegliate dal torpore.

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