Cronaca

PrimaDaNoi.it condannata per aver tenuto on line un articolo corretto

La sentenza del giudice unico del Tribunale di Ortona, Rita Di Donato, invoca il diritto all'oblio e riguarda i titolari di un'attività commerciale. La redazione costretta a pagare 17 mila euro


Il quotidiano on line Primadanoi.it è fermo da ieri a metà mattina. A quell’ora risale l'ultima notizia della condanna da parte del Tribunale di Ortona nei confronti del direttore a versare 17 mila euro di risarcimento per un articolo del 2008 non cancellato dagli archivi.

La sentenza del giudice unico del Tribunale di Ortona, Rita Di Donato, fa rifermento al diritto all’oblio e alla prevalenza del diritto alla privacy su quello di cronaca e riguarda i titolari di un locale pescarese coinvolti in un’inchiesta giudiziaria i quali, pur non contestando il contenuto e la versione dei fatti pubblicati sul quotidiano regionale, chiedevano di eliminare dal web quanto riferito perché dannoso per l’immagine dell’attività commerciale.

Il giudice dunque, accogliendo la domanda dei ricorrenti ha ritenuto che la notizia, pur essendo vera e corretta, andasse cancellata, in contrasto con la tesi del giornale, il quale affermava l’interesse pubblico di conoscere i fatti anche a distanza di tempo.

Il direttore di Primadanoi.it, Alessandro Biancardi ha commentato così la sentenza che ora minaccia di far cessare la sua di attività: “Questa sentenza ci condanna per aver voluto difendere il diritto di ogni cittadino di conoscere e di sapere. Ci condanna perché siamo convinti che se un fatto è accaduto debba essere anche ricordato a beneficio di tutti. Ci spiace per i giudici ma la storia, i fatti, la memoria non si cancellano a colpi di sentenze”.

E ancora, i redattori, scrivono: “Viene così confermato con una sentenza fotocopia l’incredibile principio della scadenza delle notizie. Particolare non secondario è che tale scadenza non è stabilita da alcuna legge in vigore nello Stato italiano e non è dunque chiaro quale sia il tempo entro il quale eventualmente rimuovere articoli corretti. Viene inoltre riconfermato che la privacy prevale sul diritto di cronaca, che la gente non deve sapere, che i fatti si devono cancellare anche se questi sono distanti appena pochi anni e magari i procedimenti penali sono ancora aperti”.

La redazione del quotidiano ha dunque proclamato uno sciopero a tempo indeterminato evidenziando il rischio concreto di chiusura,

Al suo fianco si è scagliata l’Unci Abruzzo, che in una nota di solidarietà sottolinea la mancanza di una normativa completa sul giornalismo on-line: “Il provvedimento- si legge-  ovvero la seconda sentenza analoga emessa dal Tribunale di Ortona nei confronti di Primadanoi.it, pone una grave limitazione all’esercizio del diritto di cronaca”.

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