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Cronaca San Giovanni Teatino / Via Regolizie

Protesta Decathlon, la direzione: "Adesso basta, anche noi abbiamo diritto di lavorare"

Decathlon Italia intervienesulla situazione venutasi a creare nel punto vendita di San Giovanni Teatino dove trentacinque aziende abruzzesi sono in presidio permanente da otto giorni

La direzione di Decathlon interviene sulla protesta delle ditte subappaltatrici coinvolte nella costruzione del  punto vendita di San Giovanni Teatino.

Le ditte sono in presidio permanente dal 13 gennaio perché non ancora pagate per i lavori svolti al megastore. Scese a 35  dopo che due sono state pagate, tali ditte erano state commissionate a suo tempo dalla subappaltatrice G6 Srl Costruzioni Generali, a sua volta commissionata dalla SBM2, proprietaria dell’immobile in via Regolizie.

Decathlon Italia torna a riaffermare  che “la SBM2 ha completamente assolto i propri obblighi economici nei confronti della ditta appaltatrice G6, corrispondendo quanto previsto da contratto. Lo stesso trattamento – si legge in una nota - è stato altresì riservato a tutte le altre imprese che hanno avuto un contratto diretto con la SBM2.

Ci rincresce constatare che i molteplici tentativi di mediazione da parte di Decathlon e della SBM2, volti a risolvere la situazione, non siano andati a buon fine: sono state numerose, infatti, le azioni intraprese affinché le ditte subappaltatrici potessero ricevere i compensi dovuti da parte di G6 Costruzioni Generali da cui ci  auspichiamo  la stessa serietà e la stessa puntualità che hanno contraddistinto l’operato di SBM2”.

Oggi però, la situazione non lascia però più spazio al dialogo e si è venuto a creare un clima di confusione con inevitabili conseguenze di immagine e calo di clientela, dal momento che sa giorni gli imprenditori stazionano in pianta stabile coi loro mezzi all’ingresso di Decathlon.

 “Decathlon Italia – dicono ancora dalla direzione - rivendica il diritto di poter lavorare in un ambiente privo di tensione anche a San Giovanni Teatino, così come in tutti gli altri 91 comuni nei quali si trovano i suoi negozi e depositi,  ribadendo la  totale estraneità alla vicenda.

Perciò, anche in risposta alle richieste pervenute direttamente all’A.D. Fulvio Matteoni, Decathlon Italia invita le ditte subappaltatrici che abbiano dei sospesi a rivolgersi direttamente alle autorità competenti per ottenerne il sostegno e l’aiuto necessari, mettendo G6 Costruzioni Generali nella condizione obbligata di pagare quanto dovuto loro contrattualmente.

Rinnoviamo la nostra vicinanza agli imprenditori e ai lavoratori coinvolti – conclude la nota - di cui comprendiamo e condividiamo rabbia e delusione”.

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