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Permessi elettorali non pagati, il giudice del lavoro condanna la Sevel

In sei vincono la vertenza. L’azienda aveva sospeso le attività di lavoro durante le elezioni del 2014 per poi imporre i recuperi

Il giudice del lavoro del tribunale di Lanciano, Cristina Di Stefano, ha condannato la Sevel di Atessa non aver pagato i permessi elettorali ad alcuni lavoratori impegnati nei seggi come rappresentanti di lista.

I fatti rilsaogno al 2014. In quei giorni l’azienda sospese le attività di lavoro per poi imporre i recuperi. Secondo il giudice “i ricorrenti avrebbero avuto diritto, per le giornate non lavorative di sabato 24, di domenica 25 maggio e di lunedì 26 maggio (nella quale l’attività lavorativa era sospesa per tutti i lavoratori dello stabilimento), a tre giorni di riposo compensativo da godere nelle successive giornate o, in alternativa, al pagamento delle specifiche quote retributive in aggiunta alla retribuzione ordinaria, in ogni caso, senza alcuna decurtazione di ferie e Par o Rol residui e senza imposizione di alcun recupero produttivo”. Ma il riposo non era stato accordato e venne sostituito da recuperi produttivi.

In sei, assistiti dall’avvocato del foro di Chieti Enrico Raimondi (nella foto) hanno vinto la vertenza patrocinata dall’Usb. La Sevel è stata condannata a pagare ai ricorrenti la retribuzione aggiuntiva e le spese.


 

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