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Perde la fede nuziale sulla spiaggia, ma i medici la ritrovano dentro il suo stomaco

Protagonista della storia a lieto fine un pensionato in vacanza sulla Costa dei trabocchi, che si è rivolto ai medici dell'ospedale di Lanciano per un lieve malore, qualche ora dopo aver cercato la preziosa vera nella sabbia

Credeva di aver perso la sua fede nuziale in spiaggia, l'ha cercata disperata, coinvolgendo anche gli altri bagnanti, perché quell'anello d'oro era l'ultimo legame terreno con la moglie defunta. Alla fine, un pensionato lombardo in vacanza sulla Costa dei trabocchi, si è rassegnato all'idea di aver perso la preziosa vera. Alla fine, però, gliel'hanno ritrovata i medici dell'ospedale di Lanciano, nientemeno che nel suo stomaco. 

Non è una bufala di fine estate, né una leggenda metropolitana ideata da qualche bontempone in cerca di gloria. Ma di una notiza vera, diffusa dalla Asl Lanciano Vasto Chieti, che ha raccontato la storia a lieto fine, che però conserva ancora ben più di un mistero. 

Tutto, come già detto, inizia quando il pensionato, durante una mattinata al mare, si accorge di non avere più l'anello al dito e, dopo approfondite ricerche, si rassegna all'idea di aver perso per sempre il ricordo della cara moglie. Ma, qualche ora più tardi, l'uomo si sente male e - non è chiaro perché - immediatamente gli viene il dubbio di aver potuto ingoiare la fede. Con questo sospetto si rivolge al pronto soccorso dell'ospedale Renzetti di Lanciano e i sanitari, con un'indagine diagnostica, confermano i suoi sospetti. 

La diretta addome rivela la presenza di un corpo estraneo nello stomaco dell'anziano, proprio la preziosa vera smarrita in mattinata. A quel punto, il paziente viene trasferito in Gastroenterologia, per essere sottoposto a una procedura endoscopica, che permette di recuperare la fede. 

Spiega Giovanni Ferrini, responsabile del servizio: 

Abbiamo rimosso l’anello introducendo uno strumento dotato di pinza che viene utilizzato in queste circostanze. Il pensionato è stato ben felice di recuperare la fede alla quale teneva così tanto e anche di aver evitato conseguenze peggiori per la propria salute.

Insomma, tutto è bene quel che finisce bene: il pensionato ha potuto continuare la sua vacanza, con un aneddoto di non poca rilevanza da raccontare agli amici. Quel che resta oscuro, è come sia riuscito a ingerire, peraltro inconsapevolmente, un oggetto di dimensioni non esattamente microscopiche, senza neppure ricordarselo. 

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