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Ambiente: centinaia di osservazio​ni inviate contro Ombrina Mare

La professoressa Maria Rita D'Orsogna ha presentato 107 pagine di osservazioni. Anche la Provincia di Chieti ribadisce il no: "L'Abruzzo ha consolidato le proprie scelte strategiche destinando ampi territori a parchi e riserve"

Si è conclusa la fase di invio di osservazioni di contrarietà a Ombrina Mare, il progetto della Medoilgas sulla costa teatina. Centinaia le comunicazioni arrivate al Ministero dell'Ambiente da associazioni, balneatori, enti religiosi, accademici,ma anche da amanti dell'Abruzzo residenti in Germania, Irlanda, Inghilterra, Marocco, Olanda, Svizzera, Usa.

E naturalmente dalla professoressa dell'università californiana Maria Rita D'Orsogna, tra le paladine della lotta alle trivelle: ha presentato 107 pagine di osservazioni.

"Nel complesso - sottolinea la docente di origini abruzzesi - sono state sottolineate numerose criticità dell'intervento della Medoilgas, fra cui la superficialità dei nuovi documenti presentati in sede di AIA, la mancata analisi del   rischio collegata ad Ombrina Mare - rimandata ad altra sede come se si   potesse continuare ad infinitum nell'attesa - la mancanza di risorse per far fronte ad eventuali incidenti considerato l'esiguo capitale sociale che resta alla Medoilgas, dati ed analisi dati poco affidabili e la più totale incompatibilità di una FPSO e di quattro o sei pozzi di petrolio a sei chilometri da riva con l'Abruzzo che vogliamo".

Anche la Provincia di Chieti ha presentato le sue osservazioni contro Ombrina Mare 2, "L'Abruzzo - dice l'assessore provinciale delegato alle problematiche petrolifere, Franco Moroni - ha consolidato le proprie scelte strategiche destinando ampi territori a parchi e riserve, sviluppando l'agricoltura e i prodotti enogastronomici, valorizzando il turismo costiero e montano all'insegna della sostenibilita' ambientale. Regione e Provincia, insieme ai Comuni, devono ragionare in questa direzione anche nell'ambito energetico, allineandosi al pacchetto clima-energia Europa 20 20 20. Per fare questo occorre che la Regione svolga appieno il suo ruolo e gestisca la vicenda Ombrina Mare 2, ad oggi in balia di interessi industriali legittimi, ma inconciliabili sia con l'Abruzzo Regione Verde d'Europa e della Green Economy sia con la volontà espressa dalla comunità e dagli Enti locali".

"Non sappiamo come finirà- conclude Maria Rita D'Orsogna - Se Ombrina verrà fermata - e non possiamo saperlo - il merito non sarà di nessun partito,   movimento politico o "grande" associazione ambientalista,
quanto delle centinaia di persone che dal primo giorno hanno   cercato di informare, di lavorare nel concreto, mettendo pressione ai governi regionali e centrali che si sono susseguiti nel corso di questi sei anni e rendendo Ombrina Mare un caso politico, prima ancora che ambientale".

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