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Nomine cda ex Ipab, Forza Italia va in procura

Dopo la richiesta di annullamento in autotutela inviata alla Regione due mesi fa, ora chiedono ai giudici di rilevare eventuali illegittimità

Avevano già chiesto alla Regione l’annullamento in autotutela due mesi fa e ora i consiglieri comunali di Forza Italia si rivolgono alla procura perché, per loro, la nomina del consiglio d’amministrazione della nuova Asp (Azienda pubblica di servizi alle persone), che raduna le ex Ipab del chietino, compresi gli Istituti Riuniti San Giovanni Battista, non sarebbe legittima. L’esposto è firmato da Stefano Costa, Stefano Rispoli, Emiliano Vitale, Marco D’Ingiullo, Elisabetta Fusili, Maura Micomonaco e Gessica Sablone. 

Nel mirino c’è la nomina di due membri del consiglio di amministrazione, Stefano Seccia e Gianni Di Labio. Su quest’ultimo, in particolare, cadono le perplessità dei consiglieri di Forza Italia, che però mai fanno esplicitamente il suo nome: eletto a Chieti in consiglio comunale nel 2010 con il centrodestra, nel corso della consiliatura è passato all’opposizione. Mossa che, secondo quanto contestano gli ex colleghi, gli avrebbe consentito di ottenere la nomina nel cda. 

Il regolamento, infatti, prevede che nel consiglio di amministrazione, “qualora il patrimonio della Asp sia costituito per almeno i due terzi del suo valore globale da conferimenti di beni patrimoniali da parte di una o più Ipab aventi sede in uno stesso Comune e l’importo delle spese correnti riferite ad attività istituzionali delle Ipab medesime risulti non inferiore ai due terzi della spesa totale di parte corrente desunta dall’ultimo consuntivo dell’Asp o di tutte le istituzioni riordinate e partecipanti all’azienda”, solo i rappresentanti di quel Comune posso essere nominati come portatori di interesse

Dopo aver diffidato il passaggio di consegne al nuovo consiglio di amministrazione, i consiglieri di Forza Italia, inascoltati, hanno deciso di chiedere ai giudici di valutare se ci siano state illegittimità nelle nomine. 

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