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Domenica, 21 Aprile 2024
Cronaca Ortona

La nave Life Support di Emergency in viaggio verso il porto di Ortona con 161 migranti salvati in mare

L'imbarcazione dell'organizzazione non governativa ha effettuato tre operazioni di soccorso nelle prime ore di questa mattina, riuscendo a recuperare uomini, donne e bambini anche piccolissimi in attesa di soccorsi da 24 ore in una situazione drammatica

Dopo lo sbarco della Aita Mari, lo scorso 25 febbraio, un'altra nave è in viaggio verso il porto di Ortona dopo aver salvato 161 persone in mare. Si tratta della Life Support dell'organizzazione non governativa Emergency, che sta navigando verso il porto abruzzese assegnatole dalle autorità italiane. 

Dall'alba di questa mattina, la Life Support ha portato a termine tre operazioni di soccorso in meno di 10 ore, con il coordinamento delle autorità italiane. Prima, ha tratto in salvo 78 persone in acque internazionali della zona Sar maltese che navigavano su un gommone di circa 12 metri il quale stava già imbarcando acqua.

Nei successivi interventi, sono state messe in salvo rispettivamente 38 e 45 persone, alla deriva da oltre 24 ore su imbarcazioni che versavano in condizioni estreme.

“Le barche erano in attesa di soccorsi già da 24 ore, in una situazione drammatica: due natanti di ferro di 7 e 8 metri, al limite della galleggiabilità e che rischiavano di capovolgersi da un momento all’altro – racconta Emanuele Nannini, capo missione della Life Support – I pescherecci che avevano lanciato l’allarme avevano già segnalato alle autorità, diverse volte e con apprensione, che a bordo erano presenti numerosi bambini e neonati che non mangiavano e bevevano da ore, così come le due donne in stato di gravidanza".

A bordo delle due imbarcazioni, erano presenti in tutto 83 persone, provenienti da Camerun, Congo, Costa d’Avorio, Guinea Conakry, Liberia, Mali, Mauritania, Senegal. Tra queste, due donne incinte di pochi mesi, 23 minori non accompagnati, quattro bambini.

“I naufraghi avevano già passato tre giorni in navigazione, senza mangiare né bere e in posizione rannicchiata – afferma Alberto Radaelli, soccorritore della Life Support – Non si reggevano in piedi, abbiamo dovuto sollevarli a forza. Una volta messi in salvo a bordo della nave, due persone hanno avuto un mancamento. Tutti avevano addosso un forte odore di gasolio, a causa del rovesciamento di taniche a bordo”.

Sul luogo era presente anche una terza imbarcazione in pericolo, il cui soccorso sarà effettuato dalla Guardia Costiera italiana. La Life Support, che si è messa in viaggio per Ortona, ha già informato le autorità della presenza di almeno altre quattro imbarcazioni in pericolo nella rotta tra la Tunisia e Lampedusa, ribadendo la propria disponibilità a supportare le autorità nelle operazioni di ricerca e soccorso.

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