Mercoledì, 20 Ottobre 2021
Cronaca Archi

“Lu celle de la case”, il primo film in dialetto abruzzese girato ad Archi

Verrà proiettato all'aperto sabato sera. Attori archesi, quattro settimane di set e centocinquanta ore di montaggio per una storia che lega la realtà del grande schermo alla vita paesana

Si terrà alle 21 di sabato 4 agosto in Largo fontana ad Archi, la prima proiezione de “Lu celle de la case”, unico film girato e realizzato in dialetto abruzzese.

Fare un prodotto di qualità, divertirsi e divertire ma soprattutto rinvigorire le tradizioni e i personaggi dell’antichità recente  e della realtà paesana, adattandola a mezzi di comunicazione nuovi: questo l’intento del film che nasce come pièce teatrale a primavera dello scorso anno. La storia è ambientata nel 1969 ed è stata recitata interamente da attori archesi.

Un punto di incontro tra la realtà del grande schermo e la piccola vita paesana, quello voluto dalla giovane autrice e regista archese Alessandra Pomilio, che dichiara: "Quando “Lu celle de la case” è iniziato  non avevo la minima idea di ciò che mi aspettava. Mi sono ritrovata in un mondo tutto nuovo, fatto di set e battute, di inquadrature, primi piani e movimenti di macchine. La cosa straordinaria è stata per me realizzare il primo film in dialetto abruzzese ad Archi, nel mio paese”.

Quattro settimane di set distribuite in sei mesi, tre sessioni di riprese e centocinquanta ore di montaggio sono i primi numeri dell’opera cinematografica.

“Sul set – continua Alessandra – non c’erano orari, le sessioni di ripresa iniziavano alle sei e mezza di mattina e spesso finivano oltre le due di notte. Non è stata di certo un’impresa facile e ha presupposto un lavoro titanico, fatto di espansione di una scena teatrale statica in cinque set differenti, nonché nella meravigliosa cornice di Archi per gli esterni”.

I ringraziamenti della giovanissima regista, appena ventiduenne, vanno alle persone che l’hanno assistita , supportata, aiutata e seguita, alla buona volontà dei suoi attori non professionisti che le hanno dimostrato, come lei stessa ricorda, che “la buona volontà può creare tutto in ogni luogo; anche una piccola Hollywood nel cuore dell’Abruzzo”

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