“Lu celle de la case”, il primo film in dialetto abruzzese girato ad Archi

Verrà proiettato all'aperto sabato sera. Attori archesi, quattro settimane di set e centocinquanta ore di montaggio per una storia che lega la realtà del grande schermo alla vita paesana

gli attori archesi di “Lu celle de la case”

Si terrà alle 21 di sabato 4 agosto in Largo fontana ad Archi, la prima proiezione de “Lu celle de la case”, unico film girato e realizzato in dialetto abruzzese.

Fare un prodotto di qualità, divertirsi e divertire ma soprattutto rinvigorire le tradizioni e i personaggi dell’antichità recente  e della realtà paesana, adattandola a mezzi di comunicazione nuovi: questo l’intento del film che nasce come pièce teatrale a primavera dello scorso anno. La storia è ambientata nel 1969 ed è stata recitata interamente da attori archesi.

Un punto di incontro tra la realtà del grande schermo e la piccola vita paesana, quello voluto dalla giovane autrice e regista archese Alessandra Pomilio, che dichiara: "Quando “Lu celle de la case” è iniziato  non avevo la minima idea di ciò che mi aspettava. Mi sono ritrovata in un mondo tutto nuovo, fatto di set e battute, di inquadrature, primi piani e movimenti di macchine. La cosa straordinaria è stata per me realizzare il primo film in dialetto abruzzese ad Archi, nel mio paese”.

Quattro settimane di set distribuite in sei mesi, tre sessioni di riprese e centocinquanta ore di montaggio sono i primi numeri dell’opera cinematografica.

“Sul set – continua Alessandra – non c’erano orari, le sessioni di ripresa iniziavano alle sei e mezza di mattina e spesso finivano oltre le due di notte. Non è stata di certo un’impresa facile e ha presupposto un lavoro titanico, fatto di espansione di una scena teatrale statica in cinque set differenti, nonché nella meravigliosa cornice di Archi per gli esterni”.

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I ringraziamenti della giovanissima regista, appena ventiduenne, vanno alle persone che l’hanno assistita , supportata, aiutata e seguita, alla buona volontà dei suoi attori non professionisti che le hanno dimostrato, come lei stessa ricorda, che “la buona volontà può creare tutto in ogni luogo; anche una piccola Hollywood nel cuore dell’Abruzzo”

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