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Lotta alla pesca di frodo: sequestrate attrezzature abusive lasciate in mare

Nel corso dei controlli della Capitaneria, un pescatore è stato sanzionato: dovrà pagare 1.000 euro perché usava attrezzature vietate, abusivamente installate su una imbarcazione da diporto

Colpo duro della Capitaneria alla pesca di frodo. Negli ultimi giorni, le motovedette 11 trappole per polipi, con due galleggianti e diversi metri di cime di raccordo, lasciate abusivamente in acqua a ridotta distanza dalla costa, tra San Vito e Fossacesia, in zone vietate, senza alcun segnale identificativo e per giunta con pericolo per la navigazione. Nel corso dei controlli, inoltre, un pescatore è stato sanzionato: dovrà pagare 1.000 euro perché usava attrezzature vietate, abusivamente installate su una imbarcazione da diporto. Per lui anche il sequestro del pescato, circa 10 chilogrammi di lumachine di mare, e dell'attrezzo armato senza autorizzazione. 

L'operazione rientra nell'azione di controllo e sensibilizzazione della Capitaneria di Porto di Ortona al rispetto delle norme sulla tutela delle specie ittiche e sulla salvaguardia dell’ambiente marino, con controlli e serie di incontri mirati con le diverse categorie volti a chiarire divieti e prescrizioni da rispettare per non incorrere in violazioni che, oltre a costituire un danno per le specie ittiche in riproduzione e per l’equilibrio naturale dei fondali sottocosta, prevedono anche l’applicazione di pesanti sanzioni. 

Così negli ultimi giorni le motovedette della Capitaneria hanno sequestrato 11 trappole per polipi, con due galleggianti e diversi metri di cime di raccordo, lasciate abusivamente in acqua a ridotta distanza dalla costa, tra San Vito e Fossacesia, in zone vietate, senza alcun segnale identificativo e per giunta con pericolo per la navigazione; nel corso di tali controlli, poi, è stato anche sanzionato – per un importo di 1.000 € - un pescatore per utilizzo di attrezzature vietate, abusivamente installate su una imbarcazione da diporto; oltre alla sanzione il pescatore si è visto anche sequestrare il prodotto ittico che aveva a bordo, circa 10 kg di lumachine di mare, e l’attrezzo armato senza alcuna autorizzazione. 

La pesca sottocosta è un’attività assai delicata che, operando su zone destinate alla riproduzione delle specie ittiche, richiede attenzioni particolari da parte di pescatori e sportivi. Il rispetto dei divieti è fondamentale per salvaguardare sia gli esemplari più piccoli dei pesci che popolano i nostri mari, sia la bellezza del fondale marino. Senza dimenticare, poi, che spesso i pescatori di frodo, per sfuggire ai controlli, mettono illecitamente in commercio prodotto ittico non controllato, e tenuto nascosto in spazi e contenitori non idonei e in pessime condizioni igieniche, con pericolo anche per i consumatori.

Foto reti-2

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