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Immagine di repertorio

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Gli arriva una lettera a sua firma, ma non l'aveva mai sottoscritta: beffa di Carnevale per un avvocato teatino

Nel documento risultava il responsabile di un centro sociale dello Scalo, ma qualcuno aveva falsificato la sua sigla

A Carnevale ogni scherzo vale, dice il motto della tradizione. Ma quando lo scherzo cerca di attribuire al povero malcapitato responsabilità che non ha, falsificando addirittura la sua firma, la burla valica facilmente il confine del buon gusto, arrivando a configurare un reato. 

È quanto accaduto all'avvocato teatino Alessandro Marco Di Peppe, che nel giorno di Giovedì grasso si è visto recapitare una lettera con la sua firma, in qualità di presunto responsabile di un centro sociale della zona di Madonna delle Piane, a Chieti Scalo. Alla vista della missiva, però, il professionista ha sgranato gli occhi: non solo quella non era la sua firma, ma lui non è mai stato il responsabile della struttura, né tantomeno ha mai sottoscritto alcun documento per l'associazione in questione. 

Si trattava solo di uno scherzo di pessimo gusto. Nel novembre 2015, l'avvocato Di Peppe aveva sì aderito all'associazione, offrendo la propria professionalità agli organi sociali, ma nulla di più. E, a seguito di questa vicenda incresciosa, si è dimesso formalmente da socio, inviando una raccomandata per disconoscere la firma e il contenuto della lettera falsa. 

Il legale rappresentante del centro sociale si è scusato per l'accaduto, assicurando che non succederà mai. Resta l'amarezza per uno scherzo carnevalesco a dir poco riuscito male. 

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