Martedì, 26 Ottobre 2021
Cronaca Centro Storico / Piazza Vittorio Emanuele II

Udienza Vecchiolla: resta in carcere lo studente ventitreenne

Convalida del fermo e della custodia cautelare, così ha deciso il gip Paolo Di Geronimo durante l'udienza blindata a Chieti. Il padre del ragazzo: "Leonardo non è un delinquente"

Resta in carcere Leonardo Vecchiolla, il 23enne della provincia di Avellino fermato sabato a Chieti perchè ritenuto tra i partecipanti all'assalto al furgone dei Carabinieri in piazza San Giovanni a Roma. Vecchiolla è il dodicesimo a finire in carcere per i fatti del 15 ottobre scorso.

Udienza blindata, quella tenutasi oggi dalle 13,30 al Tribunale di Chieti, presidiato dalle Forze dell'ordine. Poche ore fa il padre del ragazzo originario di  Ariano Irpino aveva detto ai giornalisti: "Mio figlio non è un teppista, non è un delinquente. Questi giovani vanno ascoltati, non tenuti in carcere".

Ma il gip di Chieti Paolo Di Geronimo ha emesso nei confronti di Vecchiolla un'ordinanza di custodia cautelare in carcere per tentato omicidio, devastazione e resistenza a pubblico ufficiale, ha poi dichiarato la propria incompetenza: gli atti adesso passano al Tribunale di Roma.

Secondo l'accusa Vecchiolla, che al momento del fermo era in partenza per la manifestazione No Tav in Val di Susa, temeva di essere inquisito nelle indagini sugli scompigli verificatisi a Roma, per questo, negli ultimi tempi, non apriva più la porta della sua stanza, all'interno del residence per studenti fuorisede all'ex Villaggio del Mediterraneo, a Chieti scalo. Lì, i carabinieri, hanno trovato durante la perquisizione un pezzo di maschera antigas che il ragazzo avrebbe usato a Roma per proteggersi dalle esalazioni. Sempre secondo l'accusa, Vecchiolla aveva in programma, dopo la Val di Susa, di allontanarsi dall'Italia per un po': il tempo di far chetare le acque.

Ma Leonardo non appare in nessun video o foto degli scontri romani, secondo il suo avvocato, Sergio Acone di Avellino. "Dato il clima che si è generato intorno al caso - ha commentato il difensore del giovane campano - pur restando della mia opinione circa la insussistenza dei gravi indizi di colpevolezza, non rimango meravigliato dalla decisione". L'avvocato Acone presenterà ricorso contro l'ordinanza al Tribunale del Riesame di Roma.

Intanto, sempre dalla difesa, si è appreso che da quando è in stato di fermo Leonardo Vecchiolla rifiuta di mangiare, una decisione della quale la direzione del carcere è a conoscenza. Adesso il ventitreenne verrà trasferito a Roma, dove dovrà essere rinnovata la misura cautelare emessa dal gip di Chieti, successivamente sarà interrogato dai magistrati di piazzale Clodio.

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