Lunedì, 17 Maggio 2021
Cronaca

Le origini di Chieti fra mito e leggenda: la città fondata da Achille

Credenza vuole che l'eroe greco arrivò in Italia dando vita alla città sul colle, che chiamò Teate in onore di sua madre, la ninfa Teti. Altri versioni ne attribuiscono la nascita ai Pelasgi o agli Arcadi. In epoca romana, la città conobbe un periodo glorioso

I suoi abitanti, ancora oggi, ne raccontano la fondazione precisando che Chieti fu addirittura fondata prima di Roma. Quel che è certo è che le origini dell’antica Teate affondano le radici in un tempo lontano, in una dimensione che fonde la storia e il mito, ma che tuttora le fanno conservare l’epiteto “città di Achille”.

Perché secondo la leggenda fu proprio l’eroe greco, raffigurato anche nello stemma attuale della città, a fondare la città, nel 1181 avanti Cristo, chiamandola Teate in onore di sua madre, la ninfa Teti. Lo stemma lo raffigura con uno scudo nella mano sinistra, su cui sono riprodotte quattro chiavi, simbolo delle porte della città. Altre leggende, invece, raccontano che furono i Pelasgi a fondare Chieti, sempre dedicandone l’origine alla ninfa. Secondo lo storico greco Strabone, invece, la città fu fondata dagli Arcadi, che la denominarono Tegeate.

Quel che è certo è che in seguito, in epoca romana, Chieti veniva chiamata Teate Marrucinorum, ossia dei Marrucini, popolo bellicoso che combattè duramente contro Roma. Nel 304 avanti Cristo fu sancito un trattato di pace e i Marrucini diventarono alleati fedelissimi dei romani, offrendo loro appoggio militare in imprese come quella contro Pirro, Annibale o Perseo, il re di Macedonia.

Durante la fase dell’impero, Chieti divenne municipium, diventando il principale centro economico della regione: all’epoca contava più di 60mila abitanti. Proprio a quel periodo risale la prima sistemazione urbanistica della città, di cui persistono tracce evidenti fino ad oggi. I romani disegnarono il tracciato viario, eressero templi, un teatro, un anfiteatro e una cisterna, con le terme. Ancora adesso i resti di quell’epoca occupano una fetta importante del centro storico di Chieti, che gode di reperti archeologici come i tempietti romani, il teatro, l’anfiteatro della Civitella, le terme. E conserva parte della città sotterranea, utilizzata per il trasporto dell’acqua: alcuni tratti, come la Via Tecta di palazzo de’ Mayo, o l’ipogeo di porta Pescara, sono visitabili anche oggi. Ma quel periodo glorioso fu spazzato via dall’assedio dei barbari.

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