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Venerdì, 3 Dicembre 2021
Cronaca

Il laboratorio analisi del policlinico di Chieti declassato dalla Asl

E' quanto, secondo la Cgil, emerge dall'ultima versione dell'atto aziendale nel quale "si cancella la complessità del laboratorio di Chieti e si relega a una mini unità il primario che negli ultimi 4 anni ha diretto il laboratorio all'avanguardia"

Il laboratorio analisi del policlinico di Chieti rischia il declassamento. E’ L’allarme lanciato dai sindacati già da qualche giorno, dopo l’approvazione di una nuova versione dell’atto aziendale, rimodulato  il 10 ottobre scorso.

La Asl cancella la complessità del laboratorio di Chieti in virtù di una operazione ‘algebrica’ circa la necessità di mantenere immutato il numero totale delle unità complesse” spiegano il segretario generale della Fp Cgil Chieti, Sergio Zinni, e il segretario aziendale Asl Cgil Medici, Maria Piccone.

Una scelta incomprensibile anche per l’Usb, dal momento che l’ospedale SS. Annunziata  ha volumi di attività (circa 3 milioni di esami), complessità diagnostica (l’unico ad occuparsi di diagnostica genetica e rilevazione del sequenziamento del dna) e si occupa anche del programma di prevenzione del carcinoma del colon retto.

“Ma la risposta alle esigenze di salute della Asl non si ferma qui – riprendono Zinni e Piccone - difatti all’interno di questa operazione che si svolge, tra l’altro, nel bel mezzo del rinnovamento  tecnologico di tutta l’attività di laboratorio (Chieti, Vasto, Ortona, Lanciano, Guardiagrele, ecc.), concorda con l’università una mini unità a programma ignoto nella quale relega il primario che negli ultimi 4 anni ha diretto il laboratorio di Chieti, struttura d’avanguardia e unica ad operare h24”.

L’elenco delle anomalie e delle critiche evidenziate dalla Cgil va dalla “sordità  della Asl circa la richiesta di istituire un coordinamento aziendale di epidemiologia ambientale e delle malattie infettive e cronico degenerative (che sono tra le maggiori e principali cause di malattia ed ospedalizzazione del nostro territorio) all’ignorare la richiesta di una uosd di endoscopia digestiva diagnostica sull’ospedale di Atessa, già strutturata dotata di personale dedicato ed esperto per essere accreditata”.

L’impressione dei medici, in sostanza, è che “l’atto programmatorio sia stato ispirato da scelte precostituite e personalistiche”, per questo la Cgil chiede agli uffici competenti della regione di  osservare l’atto aziendale e di indicare linee guida per la programmazione sanitaria del nostro territorio “nell’esclusivo interesse dei cittadini e nella massima valorizzazione delle professionalità operanti nelle strutture sanitarie”.

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