Inquinamento acustico per il passaggio dei treni, le associazioni chiedono una soluzione definitiva

Torre Foro e Postilli Foro di Ortona si fanno portavoce dei cittadini che vivono a ridosso della ferrovia: "Le vibrazioni sono come piccole scosse di terremoto"

Immagine di archivio

Torna al centro della cronaca il grave disagio acustico lamentato da anni dai cittadini che vivono a ridosso della ferrovia Adriatica. In particolare, le associazioni Torre Foro e Postilli Foro, di Ortona tornano a denunciare in una nota "il grave disagio acustico generato dal passaggio dei treni della linea Ancona-Bari, nel tratto costiero della SS 16".

"Il livello di inquinamento acustico - scrive Paola Bucciarelli, in rappresentanza delle due associazioni - si è aggravato negli ultimi anni a causa della frequenza e della lunghezza dei treni, soprattutto quelli che trasportano merci che in alcune fasce orarie si susseguono in opposita direzione a distanza di pochi minuti. Ne deriva una importante sofferenza fisica e psicologica degli abitanti delle zone circostanti. La violenza generata dall’irrompere di tale crescente rumore per diverse decine di secondi nei giardini, nelle case, nelle famiglie, è una inaccettabile sopraffazione dello spazio privato e un degrado del luogo in cui i cittadini hanno economicamente e sentimentalmente investito per godere di un ambiente sano e armonioso in cui far crescere i propri figli. Al rumore si aggiungono le vibrazioni, che si manifestano soprattutto passaggio di treni-merci e che sono analoghe a piccole scosse di terremoto. Inoltre, rumore e vibrazioni scoraggiano i turisti creando un problema economico alle le attività  alberghiere, come i b&b già esistenti e un freno ai  nuovi investimenti in una zona costiera ad alto potenziale turistico".

Le sssociazioni si sono rivolte all’Arta Abruzzo, alla Regione Abruzzo, a Rfi, al sindaco di Ortona, per trovare una soluzione che risolva una volta per tutte questo disagio. 

Rfi e Regione avevano disegnato un piano di risanamento acustico, ma, lamentano le associazioni, mancano "informazioni dettagliate riguardo le modalità e la tempistica. Inoltre, le associazioni sottolineano l’importanza del valore paesaggistico nella scelta delle soluzioni possibili. Pannelli fonoassorbenti di 4 o di 8 metri in prossimità delle spiagge creerebbero di certo un forte impatto visivo e potrebbero distruggere la bellezza dei luoghi creando grave danno all’economia. Le associazioni auspicano che siano prese in considerazione anche soluzioni alternative che intervengano a monte della generazione del rumore e che quindi interessino i treni ed i binari stessi".

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