Giovedì, 21 Ottobre 2021
Cronaca

Incendio alla Seab, l'Idv presenta un'interrogazione alla Regione

Su impulso di Giampiero Riccardo, coordinatore Giovani Idv, il documento chiede se ci sono le condizioni perché l'impianto di trattamento rifiuti operi in sicurezza e che si verifichino tutte le autorizzazioni della ditta

Spento il rogo alla Seab di via Penne, l'Italia dei Valori chiede chiarimenti in Regione sul secondo incendio divampato in meno di un anno nella ditta del presidente del Chieti Calcio, Walter Bellia.

Giampiero Riccardo, coordinatore regionale Giovani Idv, con la collaborazione dei consiglieri regionali del suo partito, ha presentato un'interrogazione scritta al presidente della Regione, Gianni Chiodi, e agli assessori competenti, per chiedere le verifiche necessarie a stabilire se la Seab detenga ancora i requisiti necessari per trattare e smaltire rifiuti.

"Ieri pomeriggio - commenta Riccardo - abbiamo assistito all'ennesimo rogo alla Seab di Chieti Scalo. Nonostante l'abbondante umidità, ha preso fuoco una piattaforma di rifiuti indifferenziati, in gran parte plastica e cartone. La frequenza degli incendi farebbe impallidire anche Nerone ed è come minimo sospetta. Tutto ciò avviene nell’inquietante silenzio e immobilismo dell’amministrazione comunale".

"Non so se tutto ciò è destinato a ripetersi, ma so che a questa storia vanno messi dei punti". L'interrogazione promossa da Giampiero Riccardo e dai consiglieri Idv mira a "sapere se alla luce dell'ennesimo fatto grave avvenuto nel medesimo impianto, persistano ancora le condizioni per il proseguimento in piena sicurezza delle attività ivi in essere e si ritenga o meno opportuna una nuova una minuziosa verifica di tutte le autorizzazioni in possesso della Seab e procedere alla loro revoca, in presenza di abusi".

Nel documento presentato al governatore Chiodi si ricordano i vari incendi scoppiati alla Seab negli ultimi anni. Fra il 19 e il 20 dicembre 2011, quando andarono in fiamme mucchi di plastica compressa depositati all'esterno dei capannoni. E quello ancora più grave divampato fra il 18 e il 19 luglio 2009, tanto vasto da impegnare i vigili del fuoco per tre giorni. "A questi vanno aggiunti - si legge nell'interrogazione - le fiamme che hanno avvolto il deposito di via Tirino (zona Santa Filomena) a Chieti Scalo il 9 giugno 1999 e la notte fra il 27 e il 28 luglio 2008 e altri, che hanno interessanto altri impianti e beni appartenenti ad altri membri della famiglia Bellia".

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