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Università: inaugurazione fra le polemiche, Rivolta università protesta contro i tagli

Il collettivo studentesco propone una contro-manifestazione durante la cerimonia istituzionale di giovedì 23 per rivendicare il diritto allo studio e la decurtazione dei trasferimenti dal governo centrale alla D'Annunzio che penalizzano le attività degli iscritti

“Contro-inauguriamo l’anno accademico”. È il grido di battaglia del collettivo Rivolta università alla vigilia della cerimonia di inaugurazione dell’anno accademico prevista per domani (giovedì 23 gennaio), che chiama a raccolta gli studenti un’ora prima della manifestazione, fissata alle 10.30, nel piazzale di Lettere.

Gli studenti di Rivolta università polemizzano contro “l’ennesimo anno accademico in un contesto di crisi capitalistica che le politiche di austerità stanno solamente aggravando. Un altro con un saldo negativo per quanto riguarda il trasferimento dei fondi da parte del governo centrale”. Il taglio del Fondo di finanziamento ordinario della D’Annunzio per il 2014 è pesantissimo: 1 milione e 700mila euro in meno rispetto all’anno precedente.

Il che si traduce in decurtazioni notevoli sull’offerta agli studenti: stando al bilancio di previsione approvato prima di Natale le attività studentesche avranno nel 2014 80mila euro, contro i 377mila del 2013. Il progetto Erasmus, finanziato l’anno scorso con 334mila euro, ne avrà a disposizione 225mila. Sorte peggiore per l’orientamento, per cui sono previsti solo 20mila euro contro i 440mila di un anno fa.

Senza contare la diatriba ancora irrisolta fra l’ateneo e il Cus, che solo domenica scorsa (19 gennaio) ha riaperto i suoi palazzetti consentendo agli universitari di riprendere ad allenarsi. Un braccio di ferro finito nel mirino della finanza.

“Il Rettore Di Ilio – scrivono in una nota gli studenti di Rivolta università - ha già affermato di aver fatto il possibile salvaguardando didattica e ricerca e che il problema sono i tagli del governo e le minori entrate derivate dalle tasse (a causa di un minor numero d’iscritti, l’importo invece continua ad aumentare di anno in anno). Se è vero che per ora didattica e ricerca resistono a ulteriori tagli (fino a quando?), ciò è del tutto insufficiente considerando il contesto di una università che cade a pezzi e che diventa sempre più un luogo inaccessibile per molti”.

Alle celebrazioni ai piani alti preferiamo la mobilitazione del basso per cambiare strada e pensare e costruire insieme un’altra università e società”. Per questo Rivolta università chiama a raccolta gli studenti, al motto “per difendere l’anno accademico occorre lottare per rovesciare le politiche di austerity”. 

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