Impianto per la produzione di biometano a Ortona: il Wwf chiede un'analisi dell'impatto sul territorio

Per l'associazione, non vanno considerate solo le conseguenze sull'ambiente, ma anche sulle economie del territorio di Ortona

La presidente dell'associazione Fabrizia Arduini

Dopo il Movimento 5 stelle, che ha presentato una serie di osservazioni in Regione, anche il Wwf vuole vederci chiaro sull'impianto previsto a Ortona per la produzione di biogas e compost, mediante stabilizzazione anaerobica ed aerobica, delle biomasse e della frazione umida -127 mila tonnellate/anno- proveniente soprattutto dalla raccolta differenziata.

L’associazione Wwf Zona Frentana e Costa Teatina ha inviato le osservazioni alla Commissione di Valutazione di Impatto Ambientale della Regione

Per l'associazione

il progetto avrà sicuramente impatti negativi e significativi sull’ambiente, tra emissioni diffuse dovute al traffico veicolare, emissioni in atmosfera ed emissioni odorigene che andranno a pesare su di un area in cui sono già presenti innegabili criticità, come la Turbogas, la Pavimental, il Deposito di Petcoke.

L'impatto della centrale sarà non solo sulla salute dei residenti ma anche su realtà economiche confliggenti, come Cantine Citra, Cantina San Zefferino,  pastificio De Cecco e le attività agricole, solo per citarne alcune.

Questa fase di screening, ossia la Valutazione di Assoggettabilità, non deve essere un facile lasciapassare per un progetto che parrebbe lodevole ai fini dell’implementazione delle più moderne tecnologie per il riciclo e il riuso degli scarti di lavorazione e dei rifiuti provenienti dall’industria alimentare e dalla frazione umida della raccolta differenziata, ma una seria valutazione di aspetti che non vengono, a parere del Wwf, argomentati nella migliore maniera e con la chiarezza che ci si aspetta in fase di presentazione di un progetto dagli obiettivi così favorevoli al bilancio ambientale. 

Che l’impianto comporti un innegabile impatto, lo si evince anche solo prendendo in considerazione la sezione di trattamento del biogas, dove ci sono inquinanti come l’ammoniaca, l’acido solfidrico e l’anidride carbonica. L'associazione non è riuscita a comprendere neanche con il supporto di tecnici,  come si intende abbattere tali inquinanti tra cui compare l’acido solfidrico, un composto altamente tossico, anche a valori molto bassi nell’atmosfera. 

Il progetto dell’Aura srl fa inoltre riferimento al vecchio Piano Regionale dei Rifiuti del 2007 poiché, come la stessa scrive, il nuovo Piano, nel gennaio 2019, è stato dichiarato illegittimo dalla Corte Costituzionale. Si dimentica però che la stessa Regione, prevedendo che la legge potesse essere osservata per profili di incostituzionalità, ha riapprovato lo strumento sotto forma di “provvedimento amministrativo” il 2 luglio del 2018.

L’associazione Wwf, dunque, chiede alla Regione Abruzzo che il progetto sia sottoposto ad un’analisi più approfondita dei suoi impatti sulle economie del territorio già esistenti e sull’ambiente circostante.

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