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A Lanciano nasce Gramburger, il primo fast food all'italiana

Un franchising nato dall'incontro di due imprenditori abruzzesi, che coinvolge le imprese locali e si estenderà in tutta Italia. L'inaugurazione sabato, alle 20.30, in viale delle Rose

Un fast foot tutto italiano, con carni del Belpaese, personalizzazione dei panini, design curatissimo e attenzione alla qualità. Si chiama Gramburger il progetto ideato da Rocco Finardi e Pietro Brighella, che verrà inaugurato sabato 30 luglio, a Lanciano, dalle 20.30, in viale delle Rose. Si tratta di un franchising che, a partire dal 1° settmebre, avrà diversi affiliati in tutto il Paese

"Valuteremo con attenzione le richieste di adesione con  un’analisi rivolta ai minimi dettagli”, spiega Brighella, che poi precisa: “Gramburger è il frutto di un’idea ed una passione per la territorialità, il buon cibo di qualità e la grande voglia di veicolare valori, sensazioni e gusto oltre i confini regionali e perché no, nazionali. Gramburger è la trasposizione italiana del classico fast food americano".

La serata del 30 luglio si aprirà con la presentazione ufficiale del progetto e del concept  curata dai due ideatori Pietro Brighella e Rocco Finardi con la partecipazione del logodesigner Luca Di Francescantonio e dell’architetto Nicola Campitelli che hanno partecipato alla realizzazione del  brand. 

L’evento sarà poi l’occasione per gustare alcuni dei panini che raccontano la territorialità ed il gusto italiano e che saranno riproposti nei menu dei fast food aderenti all’iniziativa: “l’Abruzzese” (hamburger di arrosticino, ventricina arrostita, pecorino abruzzese, maionese, pomodoro, insalata), il “Uagliò” (hamburger di salsiccia affumicata, friarielli napoletani, maionese, ketchup e tabasco affumicato), il “Toscanaccio” (focaccia con hamburger di Chianina, maionese al pepe nero e lardo di colonnata) e tanti altri ancora.

Ad allietare la serata la musica dei PuntoRadioKom, cover band di Vasco Rossi.

“Qualità come diversità, questo è il principio sacrosanto che mi ha accompagnato durante tutto il mio percorso professionale – sottolinea l’imprenditore Rocco Finardi – e che viene riproposto nel progetto Gramburger. “Sono orgoglioso di questa iniziativa – aggiunge -  e del fatto che l’80% delle aziende che vi lavorano siano del nostro territorio. Gramburger credo che rappresenti al meglio la normale evoluzione del concetto di street food che sposai 16 anni fa con il mio primo chiosco mobile.”

E in effetti sono quasi tutte made in Abruzzo le  aziende che si occuperanno di progettare, costruire e fornire le attrezzature per ciascun punto del franchising.  Un modo per coinvolgere il territorio regionale e le sue risorse in un ambizioso progetto che è già pronto ad abbattere i confini regionali.

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