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No Ombrina, sì al parco | Flash mob per l'ambiente in mezzo al mercato

Al grido di "Ombrina devasta il territorio. Confindustria complice" il Comitato popolare Radicati al territorio ha fatto irruzione su corso Marrucino per difendere l'Abruzzo dalla minaccia petrolifera e invitare alla manifestazione del 13 aprile

No Ombrina, sì al Parco. Al grido di "Ombrina devasta il territorio. Confindustria complice" questa mattina un gruppo di attivisti del Comitato popolare Radicati al territorio ha fatto irruzione al mercato settimanale di Chieti per difendere la costa dalla minaccia petrolifera, dando vita a un flash mob.

Lo hanno fatto partendo non a caso dallo spiazzo davanti alla sede di Confindustria, dal quale alle 11 in punto gli attivisti, una trentina, sono arrivati in corteo su corso Marrucino per poi piombare a terra esanimi. Tra le bancarelle e la curiosità dei passanti il gruppo ha simulato così le conseguenze di Ombrina e di tutti gli altri progetti legati al petrolio per l’ambiente e i cittadini, mentre una ragazza in tuta anticontaminazione leggeva il manifesto del comitato.

“Ombrina Mare 2 è una realtà che non porterà nessun beneficio alle popolazioni residenti, ma si limiterà a favorire l’interesse di pochi speculatori – ha gridato Elisa Fazia al megafono – vi sembra giusto che una piattaforma petrolifera, che contribuirà a soddisfare quotidianamente meno dello 0,4% per il petrolio e solo lo 0,04% per il gas del fabbisogno nazionale giornaliero, venga realizzata deturpando il territorio e favorendo un’economia basata sul turismo e sull’agricoltura sostenibile?

Siamo qui per dire no alla petrolizzazione e alla cementificazione del territorio - ha continuato - no alla scelta espressa da Confindustria, la quale ha dichiarato che le emissioni della piattaforma al largo della costa saranno al di sotto dei limiti,  no a Ombrina mare 2 e a tutte le opere che sfruttano e devastano il territorio in nome del profitto. Diciamo sì alla salvaguardia dell'ambiente, sì ad uno sviluppo economico e sociale in linea con le nuove tendenze turistiche”.

Sì all’istituendo  parco della costa teatina allora, mentre qualche passante contrariato guardando i volantini distribuiti durante la performance provocava: “ma siamo così ricchi in Abruzzo da poter dire no al petrolio?”.

Anna Lucia di Radicati al territorio spiega: “L’Abruzzo non ha da offrire il petrolio ma la sua costa, i suoi prodotti, la sua unicità. Ombrina Mare porterà posti di lavoro? Forse sulla nave, ma saranno richieste figure specializzate e non è detto che queste siano abruzzesi. I parchi, i ristoranti, il turismo in genere portano lavoro. Su questo vogliamo insistere. Il nostro - aggiunge – non è un no e basta, ma è avere la possibilità di costruire un’alternativa con il parco della Costa Teatina”.

I ragazzi che hanno preso parte al flash mob di stamane, tra questi diversi studenti universitari, si riuniscono ogni sabato alle 17,30 in assemblea permanente presso Zona 22, il centro sociale autogestito a San Vito Chietino. “Oggi vogliamo ricordare ai politici corrotti, alle lobby, alle multinazionali che il nostro territorio non è in vendita” hanno detto prima di andare via.

L’invito è a partecipare in massa alla grande manifestazione che ci sarà a Pescara sabato 13 aprile, con partenza alle 15,30 dall’area Madonnina (presso il Ponte del Mare), quando si riuniranno tutte le persone che vogliono difendere l’Abruzzo regione verde d’Europa.

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