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Ex maresciallo dei carabinieri morto in ospedale: 19 indagati

L'uomo morto dopo un esame a Colle dell'Ara. Medici, infermieri e anestesisti finiti sotto inchiesta dopo l'esposto della famiglia alla Procura

Diciannove operatori della sanità sono indagati per omicidio colposo in relazione alla morte dell’ex maresciallo maggiore dei carabinieri Alberto Di Nola, 67 anni, avvenuta il 20 febbraio al policlinico di Colle dell’Ara.

Medici, infermieri e anestesisti degli ospedali di Chieti e L'Aquila sono finiti sotto inchiesta dopo l'esposto della famiglia alla Procura teatina perchè "potrebbero aver posto in essere erronee condotte mediche da cui potrebbe essere derivata la morte del paziente".

Ma andiamo con ordine. Era l'inizio del 2015 quando comincia l'odissea, raccontata da Abruzzolive.it, dell'ex maresciallo di Lanciano che, sentendosi sempre più affaticato per problemi respiratori (era affetto da broncopatia ostruttiva grave), decide di sottoporsi a controlli durante i quali gli viene detto di ricoverarsi urgentemente, ma non trova subito posto. Finalmente riesce a ricoverarsi a Colle dell'Ara, ma dopo un esame, durante il quale potrebbero avergli 'collassato' un polmone, l'uomo peggiora. Muore il 20 febbraio.

I familiari presentano un esposto alla Procura, che avvia accertamenti e sequestra le cartelle cliniche. La sua salma viene bloccata in una cella frigorifera dell’ospedale di Lanciano, dove si trova tutt'oggi.

In 19, a partire dagli pneumologi che l'hanno curato, ora sono inquisiti. L'incidente probatorio è fissato al prossimo 16 luglio, davanti al giudice per le indagini preliminari, Antonella Redaelli.

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