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La Plebe

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Eventi flop allo Scalo, La Plebe chiede le dimissioni dell'assessore Di Biase

L'organizzatore delle ultime notti bianche scaline attacca la giunta che "appoggia iniziative fallimentari per la città e i suoi commercianti". La Di Biase replica: "Ha sempre lavorato con sponsorizzazioni trovate dal Comune"

Doveva essere un fine settimana di musica e sport quello proclamato dall’Associazione Italiana Eventi e Mercatini Itineranti, con tanto di Notte Bianca sabato allo Scalo, annullata però poche ore prima a causa delle previsioni meteo avverse. Ma il temporale è scoppiato questa settimana con Emanuele La Plebe di Music Force, promotore delle passate notti bianche scaline, il quale, dopo aver messo in evidenza tutte le carenze organizzative dell’evento sfumato, ora chiede le dimissioni dell’assessore al Commercio Carla Di Biase responsabile, con la complicità di un consigliere di maggioranza, di avere supportato l’associazione di Silvi Marina (Te) che, sempre a detta di La Plebe, avrebbe già collezionato dei flop negli ultimi quattro mesi. “Come i mercatini di Natale allo Scalo assolutamente non consoni alle aspettative, la lotteria di Natale slittata a lotteria della Quaresima, la Notte Bianca dei Saldi prevista per il 27 febbraio e mai portata a compimento fino alla Notte Bianca di sabato scorso, concepita in un atipico periodo senza nessuna logica apparente e senza una programmazione”, si sfoga il presidente di Music Force.

Diverse attività si erano organizzate per il fine settimana in vista del pienone, alcune allestendo gazebo davanti alle proprie attività. “L'amministrazione e in particolare La Di Biase erano a conoscenza del fatto che a molti commercianti erano stati prospettati contratti da 300 a 500 euro per postazioni in strada per i due giorni di festa da versare in anticipo - fa sapere - In pratica: o ti compri lo spazio adiacente alla tua attività o ci metto un furgone di un venditore ambulante. Questo sarebbe accaduto sabato e domenica se non fosse stata annullata la manifestazione stando alle cartine diffuse in città con il posizionamento dei furgoni per il drink e food esattamente davanti a bar e locali storicamente presenti e che non hanno ceduto minimamente a questo ricatto”.

La Plebe continua l’attacco ricordando il successo delle Notti Bianche organizzate dalla sua impresa negli ultimi tre anni. “Un lavoro vanificato dalla Di Biase che ha permesso ad un’associazione inadeguata e tristemente referenziata, di appropriarsi del felice nome della Notte Bianca con l'aggravante di applicare un format assolutamente inadeguato e per nulla rivolto alle esigenze della città. Per non parlare poi della gestione della comunicazione: il primo comunicato stampa è uscito nello stesso giorno in cui è stato diffuso il comunicato di annullamento dell’evento e al suo interno si è sbagliato clamorosamente il nome del comico di punta tanto che in città il dilemma è stato: Perrotta o Olivieri? 

Un'autentica debacle che evidenzia le carenze organizzative, programmatiche e professionali di una parte della Giunta che annaspa e che non programma – aggiunge La Plebe – Sa solo ventilare ai quattro venti che non ci sono più soldi e si abbandona a improbabili organizzatori o venditori di fumo. Se avesse autorevolezza e professionalità, questa Giunta bloccherebbe qualsiasi attività e penserebbe a pagare i debiti regressi. La mia associazione, come tante altre, aspetta da più di un anno il pagamento di eventi che hanno avuto enorme successo e che sono già stati pagati in anticipo di tasca nostra. Quando si progettano manifestazioni di questo tipo si parte sempre con un fattore di disagio creato alla città intera che deve essere sapientemente ripagato da una elevata probabilità di riuscita – conclude – Cara Carla Di Biase queste capacità lei non ce le ha e lo ha ampiamente dimostrato in questi pochi mesi. Oltretutto non è assessore alle manifestazioni, incarico attualmente ricoperto dall’incolpevole Viola che ha subito ripetutamente la sua arroganza; quindi io e una fetta consistente dell'intera città chiediamo a gran voce le sue dimissioni da assessore al Commercio”.

LA REPLICA - Non si è fatta attendere la replica dell’assessore Di Biase che accusa La Plebe di aver “sempre lavorato con sponsorizzazioni trovate dal Comune e ingaggi affidati direttamente. Ma quando l’Ente per il quale si è collaborato chiude i rubinetti a causa della grave situazione finanziaria in cui versa e solo grazie all’operato e alla volontà di associazioni di categoria, singoli commercianti e sponsor riesce a organizzare manifestazioni a costo zero per i contribuenti allora ci si permette di insultare e dare sfogo ad ogni recondito pensiero condito di pressappocaggine”, sottolinea ricordando il nuovo modello organizzativo degli eventi allo Scalo: “Prerogativa di nessuno se non della voglia di fare dei commercianti stessi che ringrazio per la disponibilità sempre dimostrata e che esorto a continuare. Come ribadito fin dal primo giorno del mio insediamento, le porte del Comune sono aperte a tutte le associazioni che, assumendosi con l’Ente il rischio di impresa, vorranno assicurare alla cittadinanza manifestazioni, eventi, attività commerciali. A onor del vero - precisa Di Biase - in questi mesi di mio assessorato questo nuovo modus operandi si è realizzato più d’una volta, con risultati lusinghieri e sotto gli occhi di tutti, si veda, ad esempio, il Teate Winter Festival, lo Street Food Time/Christmas Edition, il Chocofestival, manifestazioni che hanno portato in città migliaia di persone”.

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