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Cronaca

D'Annunzio, elezioni al via. Rivolta università: "Sì al voto e alla partecipazione"

Il collettivo studentesco (che non ha studenti candidati) invita gli universitari ad andare ai seggi, ma preme per una maggiore partecipazione che non si limiti ad esprimere una preferenza alle urne per risolvere le carenze dell'ateneo teatino. Si vota fino a domani

Nelle ultime settimane hanno animato l’università con una “campagna alternativa”, in cui al posto degli studenti candidati nelle varie liste promuovevano candidati insoliti come Karl Marx, Angela Davis, Valerio Verbano, Harvey Milk, Giordano Bruno e Simone De Beauvoir.

Un modo per invitare alla partecipazione elettorale, senza dimenticare contenuti e riferimenti culturali e politici. Per questo il collettivo Rivolta università, in occasione dell’apertura dei seggi dalle 9 di questa mattina (martedì 18 marzo) fino alle 14 di domani (mercoledì 19 marzo), invita gli studenti della D’Annunzio a votare per scegliere i propri candidati nei consigli dei corsi di laurea, nei consigli di dipartimento, all’Azienda per il diritto agli studi universitari, al Cus, al Cru (Conferenza Regione-università).

Da 5 anni gli studenti dell’ateneo di Chieti e Pescara non potevano eleggere la propria preferenza per gli organi collegiali, nei consigli di corso di laurea e di dipartimento. Due anni fa avevano votato soltanto per la Consulta degli studenti, il Senato accademico e per il Consiglio di amministrazione.

E questa mattina e domani i 30mila universitari che hanno diritto al voto andranno alle urne in un ateneo che secondo “Rivolta università”, come denunciato già dalle liste studentesche, “mal organizzato, con aule sempre più piccole e affollate, strumentazioni non consone, strutture inadeguate, attività seminariali e laboratori praticamente inesistenti”. Il collettivo chiede di “prendere parola su appelli, orari delle lezioni, organizzazione dello studio, offerta dei servizi. Per fare ciò il momento del voto è importante e necessario, ma non sufficiente”.

E Rivolta università si propone come “uno spazio politico completamente nuovo”, che consenta agli studenti di partecipare attivamente alla vita universitaria. “Siamo convinti – dicono – che non serva una delega in bianco, ma lottare tutti i giorni per il diritto allo studio, per la possibilità di frequentare un’università laica, antifascista e antirazzista, priva di qualsiasi discriminazione culturale e di genere”. 

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