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Scopre il tumore una settimana fa e muore: sessantenne dona le cornee

Prelievo di cornee questa notte all’ospedale di Vasto, sono state trasferite alla Banca degli occhi dell’Aquila

Prelievo di cornee nella notte all’ospedale di Vasto. Il donatore è un uomo che avrebbe compiuto 60 anni fra tre giorni, che una settimana fa, accusando alcuni disturbi, si era ricoverato in Neurologia, dove gli era stato diagnosticato un tumore al cervello. Doveva essere trasferito a Pescara e operato ieri, ma il giorno antecedente ha avuto una emorragia cerebrale che ne hanno fatto precipitare le condizioni.

Viste sfumare tutte le speranze di salvezza, i famigliari a quel punto hanno manifestato ai medici la volontà di donare gli organi, che lo stesso loro congiunto aveva espresso più volte. "Non è stato possibile, però, procedere al prelievo di altri organi per via del tumore: tutto si è consumato in tempi talmente brevi che non era stato ancora possibile tipizzare le cellule cancerose, e valutare l’integrità di fegato e reni - spiega la Asl in una nota - pertanto per esaudire il desiderio dell’uomo, gli unici organi “utili” erano le cornee, che sono state prelevate all’una di notte, un’ora dopo il decesso. Per tale circostanza, infatti, non è necessaria l’osservazione delle sei ore, come da protocollo operativo, perché le cornee possono essere prelevate “a cuore fermo”, purché entro 8 ore dalla morte."

L’intervento è stato eseguito da Antonino D’Ercole, anestesista e coordinatore dei trapianti a Vasto, coadiuvato dagli infermieri Barbara Mascitelli e Pasquale Brunetti. 

“Un ringraziamento doveroso va alla famiglia - ha tenuto a sottolineare il medico - per l’estremo atto di generosità compiuto in un momento drammatico, con la malattia e la perdita del congiunto che si sono accavallate nel giro di pochissimi giorni, generando dolore e smarrimento. Va a loro merito l’aver voluto onorare la volontà di donazione del famigliare in circostanze nelle quali resta difficile conservare lucidità e pensare alle vite degli altri”.

Le cornee sono state trasferite alla Banca degli occhi dell’Aquila.

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