menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay

Degrado senza fine a Santa Barbara: erbacce, rifiuti abbandonati, allagamenti a ogni pioggia

Esasperati, i residenti si rivolgono per l'ennesima volta al Comune. Denunciano che il quartiere, e in particolare via Forlanini, è abbandonato dalla chiusura dell'ex San Camillo

Si lamentano da anni, i residenti di via Forlanini, nel quartiere Santa Barbara, ma restano tuttora inascoltati. Da tempo, denunciano condizioni insopportabili, tra la strada poco sicura, i crateri nell’asfalto le erbacce che non vengono mai pulite, il divieto di scarico puntualmente violato da qualche incivile e l’abbandono dell’ex ospedale San Camillo che, da quando ha chiuso i battenti, ha resto quella zona la periferia più estrema della città, nonostante sia di fatto vicinissima al centro.

E, da qualche tempo, stando a quanto denunciano i cittadini, c’è addirittura qualcuno che sceglie la portineria del sanatorio ormai dismesso per i propri bisogni. Insomma, uno scenario da incubo, aggravato dal fatto che, a ogni pioggia, il piazzale di fronte all’ex ospedale viene invaso da una notevole quantità di acqua che arriva dal canale di un terreno privato lì accanto, probabilmente perché ostruito. Un problema che si ripete puntualmente ogni volta che piove, al punto che il piazzale è spesso bagnato da un vero e proprio torrente che segna l’asfalto. Qualcuno si è rivolto anche alla Asl e alla procura della Repubblica, senza alcun successo. 

Come dimostrano le fotografie della gallery, scattate da Daniele Nicolucci, la situazione è drammatica. Proprio Nicolucci, che risiede in zona da tempo, qualche settimana fa, anche a nome di altri residenti, si è rivolto per l’ennesima volta al Comune, inviando una mail agli assessori Alessandro Bevilacqua, Mario Colantonio e Raffaele Di Felice, girata per conoscenza anche alla segreteria del sindaco Umberto Di Primio. 

Nella lettera, corredata da foto eloquenti, si denuncia il pessimo stato della vegetazione incolta, che rende pericolosa la carreggiata per pedoni e passeggeri di autobus. Inoltre, sottolinea come, in zona, siano molti i terreni privati abbandonati e incolti, nonostante un’ordinanza del Comune obblighi alla manutenzione e alla pulizia. Così, mentre l’erba cresce rigogliosa e incontrollata, nel quartiere prolificano ratti, serpenti e animali di vario genere. 

Nella mail, Nicolucci ricorda l’incendio del 30 aprile dell’anno scorso e il sequestro di materiale pericoloso da parte della Forestale proprio nell’area dell’ex San Camillo. 

A questo si aggiungono la pulizia mancata delle cunette laterali e dei canali di scolo, che favoriscono l’allagamento della strada quando piove e il buco nell’asfalto che si è aperto qualche settimana fa nella strada che costeggia l’ex sanatorio, recintato con l’installazione di una transenna mobile. Ad aggravare la situazione c’è la maleducazione dei tanti che scaricano rifiuti di ogni genere. La lettera si conclude così:

Sono certo che possiate comprendere il disagio e il fastidio dei residenti nel vedere il proprio quartiere così trascurato, quasi non fosse parte della città. La sensazione che si ha, in effetti, fin dalla chiusura dell’ospedale San Camillo è proprio quella di un progressivo ma inesorabile abbandono, quando invece basterebbero piccole cose per migliorare la qualità della vita dei residenti che, non dimentichiamolo, finanziano questi servizi di base con il pagamento di tasse e imposte locali. 

Argomenti
Condividi
In Evidenza
social

Amaretti abruzzesi: cosa sono e la ricetta per prepararli

Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

ChietiToday è in caricamento