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Giovedì, 20 Gennaio 2022
Cronaca

Cus, ecco perché l'università ha sospeso i finanziamenti al Cus

In una lettera del docente Stefano Civitarese Matteucci, membro del cda, si ripercorrono dubbi e contraddizioni per cui l'ateneo ha sospeso per 2 mesi i lauti contributi previsti da un contratto del 2011

Sull’affaire del Cus scende in campo a difendere l’operato del direttore generale Del Vecchio anche Stefano Civitarese Matteucci, membro del cda della D’Annunzio, che in un documento condivide le tappe che hanno portato al braccio di ferro fra il centro universitario sportivo e l’ateneo.

Dopo l’interrogazione parlamentare di Gianni Melilla, il docente ricostruisce l’operato del cda dal suo insediamento, quando si è trovato il famoso contratto del 2011 che stabilisce che il Cus riceva dalla D’Annunzio un contributo di 920mila euro l’anno per attività sportive, di gestione o di realizzazione di impianti, altri 400mila per il corretto funzionamento del centro sportivo integrato. Per un totale di 1 milione 320mila euro, cifre ben lontane da quelle che ricevono i Cus di altre città italiane. “Le clausole non brillano per chiarezza”, accusa il professore.

“Si viene a sapere che buona parte di questo denaro è impiegato per restituire le reate di un mutuo contratto dal Cus per esigenze di rafforzamento finanziario”, ricostruisce il docente. “Non solo: l’università, per effetto di una cessione del credito vantato dal Cus in base alla convenzione, rimborsa direttamente alla banca il prestito concesso al Cus. Questo stesso prestito, che deve essere restituito entro 25 anni, è assistito da garanzia fideiussoria sempre dell’università”.

“Il Cus – prosegue -  sostiene che il rendiconto consiste in gran parte nel mero rimborso del mutuo, che per gli anni 2012-13 ammonta a quasi un milione e 800.000 euro”. Cifra a cui non corrispondono lavori in corso, che comunque dovrebbero essere avviati dietro regolari gare pubbliche. “Risposta del Cus: quei soldi – prosegue il docente – erano dovuti per coprire ingenti investimenti fatti dal Cus tutti in favore della D’Annunzio nel corso di vicende che risalgono molto indietro nel tempo”. Il che fa dubitare il cda del contratto del 2011, che parla di programmi, manifestazioni e impianti.

Ma oltre alla stesura del contratto di 3 anni fa, il cda ha riscontrato poca chiarezza anche nel modo in cui sarebbero stati spesi i fondi, “una somma che potenzialmente si aggira sui 23 milioni, anche se allo stato il rimborso del mutuo sembra valerne solo 10”, precisa Stefano Civitarese Matteucci. “Ci sono solo una quantità di carte prive di rilevanza pratica e giuridica”.

Ma andando a ritroso nel tempo una delibera del dicembre 2010, quindi precedente al contratto, ha allegata la relazione di una commissione di componenti del cda, con cui si respingono le richieste del Cus, sui 43 milioni di euro, perché “mancano eventuali richieste, ordinativi emessi dall’Ateneo, o altri accordi formali o informali, dai quali possano essere originati i presunti rapporti/forniture oggetto della articolata e lunga richiesta; riferimenti contabili; riferimenti attendibili ai presunti costi sostenuti. Ritiene inoltre la commissione che è concretamente possibile che diverse delle “ragioni creditorie” del Cus trovino già posto nell’ambito del contributo versato dall’Università al Cus in virtù di una precedente convenzione stipulata nel 2004”.

Fatti che per il docente membro del cda non bastano a spiegare “perché la D’Anunzio si sia impegnata a versare quelle somme a favore del Cus. Nè sinora il Cus ha offerto alcuna spiegazione nella sede propria del procedimento amministrativo di riesame che i “nuovi” amministratori hanno doverosamente avviato”

Intanto è notizia di oggi che la d'Annunzio salderà il debito milionario con il centro Sportivo. Domani, è previsto un incontro coi vertici.

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