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Cresce il livello di permeabilità alla criminalità organizzata in provincia di Chieti: è la prima in Abruzzo

L'indice in aumento del 2,08%, arrivando a un valore di permeabilità medio alta, 38esima nella graduatoria di tutte le province italiane

Cresce il livello di permeabilità alla criminalità organizzata (Ipco) in provincia di Chieti. È quanto emerge da una ricerca Eurispes, realizzata nell'ambito del Protocollo d'intesa con la Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo, presentata oggi nella capitale. 

Lo studio si basa sull'individuazione di 19 indici, che a loro volta poggiano su 163 variabili e mira a dare prova dell'indice di permeabilità alla criminalità organizzata dei singoli territori.

Nel chietino, in particolare, l'indice cresce del 2,08%, arrivando a un valore di permeabilità medio alta, 38esima nella graduatoria di tutte le province italiane e prima in Abruzzo.

Bisogna scendere al 46esimo posto per trovare quella di Teramo, al 49esimo Pescara, mentre L'Aquila è al 60esimo su 106.

"La scelta della ricerca - spiega Eurispes - è stata guidata dalla volontà di cogliere con un dettaglio analitico sufficiente sia le differenze geografiche presenti sul territorio italiano sia l’evoluzione temporale della permeabilità. Le modalità con cui l’infiltrazione e il radicamento sul territorio avvengono, mutano a seconda del gruppo criminale, del momento storico e delle caratteristiche intrinseche dei territori. Ciò comporta che la permeabilità ha una natura complessa e multidimensionale che non può essere ridotta esclusivamente a un fenomeno di violenza ma deve essere analizzata attraverso una più ampia lente socio-economica".

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