Cronaca

Chiusura del traforo del Gran Sasso: stato di agitazione del settore commercio per la prima volta in 70 anni

Dal 19 maggio dovrebbe bloccarsi la circolazione autostradale in Abruzzo. Ma Strada dei Parchi si difende: "Il ministero ne è a conoscenza dal 5 aprile"

Foto Ansa

La chiusura del traforo del Gran Sasso, prevista dalla società Strada dei Parchi, concessionaria delle autostrade A24 e A25, ha scatenato un evento unico nella storia della Confcommercio Abruzzo. L'associazione regionale di categoria, infatti, ha indetto lo stato di agitazione dei settori commercio, turismo, servizio e trasporti, per sottolineare le conseguenze drammatiche di un provvedimento che bloccherebbe il centro Italia. 

L'indizione della protesta è stata notificata al presidente del consiglio, ai ministri di Infrastrutture, Economia e Interno, oltre ai prefetti delle quattro province abruzzesi. 

Mentre Strada dei Parchi si difende, spiegando di aver comunicato al ministero la necessità di chiudere il traforo il 5 aprile scorso, ricevendo risposta 10 giorni, i commercianti salgono sul piede di guerra. 

Per il presidente regionale di Confcommercio Abruzzo Roberto Donatelli, i vice presidenti Marisa Tiberio (Chieti), Francesco Danelli (Pescara) e Giammarco Giovannelli (Teramo) e il direttore Celso Cioni: 

Siamo purtroppo di fronte ad uno scenario surreale ed inaccettabile che, qualora si verificasse realmente, avrebbe conseguenze devastanti in un contesto regionale che da oltre un decennio si sforza di superare un calvario economico e sociale iniziato nel 2009 con il sisma che ha distrutto L’Aquila e il suo comprensorio ed è proseguito sino agli altri eventi catastrofici ripetutisi che si sono verificati fino al 2017.

La dichiarata chiusura dell’arteria vitale per l’Abruzzo e per l’intero Centro Italia configurerebbe la morte certa per il rilancio con cui, con ogni sforzo, tutte le categorie economiche stanno faticosamente e dolorosamente facendo i conti e riporterebbe la nostra Regione ad un totale isolamento che è da scongiurare con ogni mezzo ed ad ogni costo.

Proprio per questo ci siamo determinati ad indire per la prima volta una mobilitazione generale dei settori economici da noi rappresentati ed a rivolgerci al Governo ed ai Prefetti abruzzesi per far comprendere che non resteremo inerti ad assistere ad uno scempio senza senso ed irrimediabile che deve essere evitato con risolutezza ed immediatezza, ed al momento sulla scorta delle informazioni da noi raccolte l’unica possibilità praticabile allo stato, potrebbe essere la nomina di un apposito commissario straordinario da parte del Governo Nazionale dotato delle prerogative indispensabili per gestire una situazione d’emergenza così grave e drammatica.

Ci auguriamo, pertanto, che le scelte politiche al riguardo saranno lucidamente orientate in tale direzione per scongiurare catastrofiche conseguenze sul tessuto economico e sociale della Regione. 

Se così non sarà e ovviamente non ce lo auguriamo, saremo costretti a portare nelle strade, nelle autostrade e nelle piazze dell’Abruzzo decine di migliaia di titolari ed addetti dei nostri settori e ciò che potrebbe accadere, alla vigilia di un appuntamento democratico fondamentale per il Paese e per il nostro Continente, non è davvero prevedibile.

Confidiamo pertanto nel senso di responsabilità di tutti e, in attesa di scelte di portata storica per il nostro territorio, noi ci prepariamo con la tenacia abruzzese a lottare nell’esclusivo interesse della nostra Terra d’Abruzzo e per le sue genti che aspettano e meritano risposte concrete alle loro sacrosante preoccupazioni.

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