Emergenza rifiuti a Chieti: cosa c'è dietro al sequestro del centro di raccolta?

Contemporaneamente alla notizia che verrà confluita nella discarica teatina di Casoni il pattume proveniente da Roma, è arrivata la chiusura dei due centri di raccolta dei rifiuti ingombranti del Comune di Chieti

il centro rifiuti di Santa Filomena (foto censorino teatino)

In questi giorni a Chieti è vera e propria emergenza rifiuti. Contemporaneamente alla notizia che verrà confluita nella discarica teatina di Casoni il pattume proveniente da Roma, è arrivata la chiusura dei centri di raccolta dei rifiuti ingombranti del Comune di Chieti, precisamente di quello sito nell'ex rimessa filoviaria di Via Aterno a Santa Filomena e di quello presso il Centro Commerciale "Centauro" in Via Masci a Madonna del Freddo, considerati non idonei per legge ad effettuare questo servizio.

Il centro nell'ex rimessa filoviaria è stato chiuso a fine marzo perché posto sotto sequestro dalla Finanza (ex art.322 c.p.p.) dopo un blitz della sezione aerea delle "Fiamme Gialle" che ha chiesto di eseguire interventi urgenti per rendere il centro a misura di legge. Il centro di raccolta del "Centauro"  invece è stato chiuso dalla stessa ditta appaltatrice del servizio di igiene urbana della città di Chieti l'Ati "Cns - Mantini - Formula Ambiente" per eseguire una serie di lavori urgenti finalizzati a rendere anche qui lo spazio a norma di legge.

In particolare, per riaprire il centro di raccolta di Santa Filomena (dove l'Ati Cns-Mantini-Formula tiene il suo "quartier generale", parcheggia e lava i mezzi, effettua il trasbordo dell'umido fra i vari automezzi preposti e raccoglie i rifiuti inerti come televisori e frigoriferi), sono necessari interventi di circa 140 mila euro, che dovrebbero essere realizzati paradossalmente entro il 30 aprile. I lavori, tra le altre cose, dovrebbero dotare l'area, oltre che di un pavimento impermeabilizzato, di un sistema di raccolta delle acque reflue e piovane considerato che abusivamente le acque venivano scaricate nell'ambiente in un fosso vicino al sito tramite una condotta sotterranea considerata "fuorilegge" dalle "Fiamme Gialle".

Mentre il Centro di raccolta di Via Masci, per essere riaperto necessita di essere dotato anch'esso di una pavimentazione impermeabilizzata.

A tal proposito, la ditta Ati si è resa disponibile a effettuare velocemente e ad anticipare il pagamento di lavori che comunque non sarebbero di loro competenza in quanto, come spiega Giulio Foracchia (Direttore di commessa dell'Ati e custode giudiziario dell'area di Santa Filomena): “L'azienda paga un regolare canone d'affitto al Comune di Chieti proprietario dell'area. Il Comune dal canto suo - spiega ancora Foracchia - dovrebbe concedere il prima possibile le autorizzazioni per effettuare gli interventi e cambiare la destinazione d'uso dell'area, altrimenti si dovrà per forza di cose spostare il centro in un altro sito, perché non si possono raccogliere rifiuti in un area considerata non idonea  e fuorilegge”.

 Fatto sta che, attualmente,Chieti non ha un vero e proprio centro di raccolta dei materiali ingombranti in disuso. Un problema serio che ha ridotto di molto la qualità del servizio di raccolta dei rifiuti reso alla cittadinanza:  senza un centro di raccolta specifico, non basta l'impegno profuso dal personale, il ritiro dei rifiuti non può essere puntuale e la pulizia delle strade cittadine nolente o dolente ne risente.

Tra l'altro non aiuta a risolvere la situazione di certo il "braccio di ferro" in corso tra il Comune e l'Ati che ha chiesto all'ente il pagamento di alcune spettanze pregresse e non riconosciute subito. Sembra veramente assurda e paradossale questa situazione che rischia di ridurre Chieti a una discarica a cielo aperto senza un vero e proprio centro di raccolta dei rifiuti, sopratutto considerando che è stato proprio il Comune ad adibire il sito di Santa Filomena a centro di raccolta comunale con una determina dirigenziale del gennaio 2011, senza però accertarsi prima se il sito di Via Aterno come quello del Centauro (che addirittura si trova nei pressi di un supermercato) erano a norma di legge per effettuare la raccolta.

Da questa situazione resta, come al solito, danneggiata la cittadinanza che a fronte di un aumento delle tasse, ha un servizio di igiene urbana peggiorato e dovrà ora pagare i lavori di adeguamento dei siti gravati dalle eventuali sanzioni che ci saranno perché qualcuno, forse per superficialità e non curanza, o per tutelare interessi diversi da quelli della collettività, ha sbagliato.

Cosa c'è veramente dietro la chiusura e il sequestro del centro di raccolta rifiuti del Comune di Chieti?

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