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Foto Ansa

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Denunciato il ristoratore che aveva ospitato un matrimonio in zona arancione: sequestro preventivo per il suo locale

Nelle scorse settimane Ruvido aveva ricevuto provvedimenti di chiusura, che non aveva rispettato. Tante le manifestazioni di solidarietà al titolare di Ruvido

Era diventato il simbolo della protesta dei ristoratori abruzzesi, aprendo il suo locale nel centro di Lanciano a pranzo e a cena nonostante le restrizioni della zona arancione e ospitando, qualche giorno fa, anche un matrimonio. 

Oggi, però, per Ruvido è arrivata la chiusura. Nelle scorse settimane, il titolare Massimiliano Serrapica aveva già ricevuto dal prefetto di Chieti un provvedimento di chiusura di due giorni, saliti poi a cinque, e infine a trenta, per l'inosservanza dei due precedenti.

Oggi, però, è scattato il sequestro preventivo penale, disposto dal gip del tribunale di Lanciano Massimo Canosa su richiesta della procura, per violazione delle norme sanitarie anti Covid. Il titolare è stato denunciato. 

Il ristoratore ha affidato il suo sfogo all'agenzia Ansa: "Riapro lo stesso e voglio essere arrestato: sarò il primo ristoratore a finire in galera per difendere il suo diritto a lavorare".

I sigilli sono stati apposti nella tarda mattinata di oggi dagli agenti del commissariato, diretti dalla dirigente Lucia D'Agostino.

Serrapica annuncia ricorso contro i provvedimenti ammnistrativi e penale tramite i suoi legali.

In tanti gli hanno espresso solidarietà, con messaggi suoi social o andando direttamente nel suo locale, anche nelle scorse settiamne, per consumare pasti in orari vietati dal Dpcm. E proprio sulla pagina Facebook del locale, il titolare puntualizza: 

Oggi saremo chiusi per tutelare le mie collaboratrici: non vorrei mai che appoggiandomi e sostenendomi possano subire qualcosa. La nostra battaglia per il diritto al lavoro non si ferma, anzi è ancor più forte ed inamovibile, metteremo in campo tutte le azioni legali per salvaguardare i diritti sanciti dalla nostra Costituzione.

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