Cronaca

Giorno del ricordo: a Chieti una targa per la giovane Norma Cossetto

Cerimonia con studenti, autorità e testimoni delle vittime delle foibe ricordando la giovane assassinata nel 1943

Cerimonia ufficiale in occasione del Giorno del ricordo, stamani, a Chieti, in largo Martiri delle Foibe, l'area verde a ridosso di via Amiterno, allo Scalo. Il sindaco Umberto Di Primio ha deposto una corona d'alloro in memoria di coloro che persero la vita nelle vicende che seguirono la Seconda guerra mondiale. 

Nell’occasione è stata scoperta una targa in memoria di Norma Cossetto, studentessa italiana barbaramente uccisa nel 1943. nei pressi della Foiba di Villa Surani, Medaglia d’Oro al Valor Civile del Presidente della Repubblica Italia, Carlo Azeglio Ciampi.  

Alla commemorazione hanno preso parte il Prefetto della provincia di Chieti, Giacomo Barbato, autorità civili e militari, associazioni di Carabinieri, Polizia e Soccorso, delegazioni di studenti del comprensivo scolastico 3 e dell’istituto tecnico commerciale Galiani-De Sterlich, rappresentanti dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia (Anvg) del Comitato provinciale di Pescara, con il suo presidente Mario Diracca. 

La cerimonia, apertasi con il saluto del Sindaco Umberto Di Primio e del consigliere comunale Marco Di Paolo, proponente in consiglio comunale della mozione riguardante l’apposizione della targa alla memoria di Norma Cossetto, si è conclusa con la lettura del messaggio di Diana Cossetto, familiare di Norma, inviato alla città di Chieti. Eccolo qui di seguito

Gentilissimi, 

siamo figli di due esuli istrani e famigliari di Norma Cossetto, giovane studentessa istriana, gettata viva in una foiba dopo essere stata stuprata e torturata dai partigiani comunisti italoyugoslavi.

Desideriamo attraverso questa breve lettera, ringraziare le Autorità, il Sindaco e tutte le Persone che hanno collaborato e voluto questa cerimonia per onorare il Ricordo di tutte le vittime delle foibe e di nostra cugina Norma. 

Come lei, migliaia di connazionali furono barbaramente uccisi; moltissimi dei quali totalmente estranei al regime fascista ma comunque ritenuti un ostacolo agli obiettivi nazionalistici del maresciallo Tito. Quera operazione criminale fu portata avanti anche attraverso esecuzioni sommarie senza processo, fucilazioni, annegamenti, torture, stupri e internamenti nei campi di prigionia, fino a costringere 350.000 italiani che vivevano da secoli in quelle terre, a fuggire lasciando la propria casa, le proprietà e le attività, per cercare rifugio nella loro Patria, l'Italia; qui però non furono bene accolti, nonostante si fossero dimostrati Italiani due volte, per nascita e per scelta.

Noi siamo i loro discendendi, abbiamo raccolto le loro testimonianze e con orgoglio ci adoperiamo affinché questa Verità negata per troppo tempo sia finalmente divulgata e che i CRIMINI vengano riconosciuti come tali e come tali siano consegnati alla Storia, indipendentemente dalle ideologie. 

Durante questi ultimi anni, grazie ad una nuova sensibilità ed attenzione verso la tragedia che ha colpito la nostra gente, finalemnte, dopo un lunghissimo vuoto d'informazione, raccogliamo l'abbraccio simbolico e la comprensione di buona parte delle istituzioni e degli italiani. E l'iniziativa di oggi ne è il tangibile esempio. 

Grazie a tutti ed un caloroso abbraccio

Diana Cossetto e famiglia

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