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Domenica, 16 Giugno 2024
Cronaca Torino di Sangro

Centauro morto dopo il motoraduno, no all'archiviazione del fascicolo sull'incidente

Massimo Aquilanti di Torino di Sangro un anno fa perdeva la vita nelle Marche. Il gip ha accolto l’opposizione presentata dai legali dei familiari della vittima alla richiesta di archiviazione della procura e ordinato al pm altre indagini

Vanno avanti le indagini sulla morte di Massimo Aquilanti, il centauro 63enne residente a Torino di Sangro che ad aprile dell'anno scorso perse la vita in un incidente sulla Statale 256 Muccese, nelle Marche, dopo aver partecipato a un motoraduno.

Il procedimento penale per omicidio stradale a carico dell’altro motociclista coinvolto nel tragico incidente successo la mattina del 21 aprile 2023 non si archivia. Il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Macerata ha accolto in pieno l’opposizione presentata dai legali dei familiari della vittima, assistiti da Studio3A e dall’avvocato Massimo Cesca, contro la richiesta di archiviazione avanzata dalla procura maceratese e ha ordinato ulteriori indagini.

Come era stato ricostruito, il sinistro tra moto, che aveva destano sconcerto anche per la dinamica non comune, si era verificato sulla statale 256 all’altezza del chilometro 3+464, nel territorio comunale di Camerino (Macerata): Aquilanti, che viaggiava in sella alla sua Bmw 1200R, e che, in un tratto con linea discontinua stava superando una Ford Fiesta, è entrato in contatto con la Ktm 1290 guidata da un 67enne di Ancona, che lo precedeva e che a sua volta si era apprestato a superare un furgone Iveco che procedeva, sempre nella stessa direzione, davanti alla Fiesta. Dopo l’urto i due centauri sono rimasti agganciati per un breve tratto per poi essere disarcionati dalle rispettive motociclette e rovinare sull’asfalto. Aquilanti è deceduto a causa dello shock emorragico acuto conseguente ai gravissimi politraumi riportati, specie a livello toracico.

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Il pm inquirente aveva iscritto nel registro degli indagati l’altro motociclista, ma a conclusione delle indagini preliminari era stato chiesto di archiviare il procedimento a suo carico. La consulenza tecnica allegata alla richiesta di archiviazione presentata al gip lo scorso 30 ottobre avrebbe messo in luce le responsabilità dell’indagato, di qui dunque la richiesta dell’avvocato Cesca al giudice per ie Indagini preliminari di rigettare l’istanza di archiviazione e ordinare al pm ulteriori indagini e, in particolare, la disposizione di una perizia cinematica sull’incidente che non è stata effettuata durante le indagini preliminari.

La richiesta di archiviazione è stata pertanto respinta, il fascicolo ritrasmesso al pm che avrà novanta giorni di tempo per approfondire l’inchiesta.MASSIMO AQUILANTI

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