La caserma Berardi dal primo gennaio sarà senza sorveglianza

L'ex vicesindaco Di Paolo lancia l'allarme: senza controlli aumenta il rischio ricettacolo. Inoltre, si paventa la possibilità che la caserma venga destinata a centro di prima accoglienza per gli extracomunitari

caserma Berardi senza sorveglianza dal 1° gennaio 2012

La caserma del 123esimo Fanteria, ormai svuotata da personale e militari, dal primo gennaio 2013 sarà privata anche della vigilanza interna ed esterna. Lo denuncia l'ex vicesindaco Bruno Di Paolo, paventando il rischio che la stessa possa trasformarsi in ricettacolo.

"Se non si interviene immediatamente - spiega il segretario nazionale di Giustizia Sociale - la grande struttura in via Ferri potrebbe diventare un covo di micro criminalità e sbandati di vario genere i quali, oltre a procurare enormi problemi alla collettività dal punto di vista igienico sanitario, potrebbero anche favorire la possibilità che la Caserma venga destinata a centro di prima accoglienza per gli extracomunitari". Secondo Di Paolo quest'ultima eventualità sarebbe  tutt'altro che remota "laddove la politica non riuscisse a fare valere il proprio peso, come purtroppo si è già spesso verificato nel recente passato".

"Sarebbe l'ennesimo scempio in danno di Cheti - dice ancora - che andrebbe a vanificare tutto il lavoro portato avanti in questi mesi dal Comando Generale dei Carabinieri per concentrare all’interno della caserma quasi tutte le proprie attività come il Comando Legione Carabinieri, il Comando Provinciale Carabinieri e la Compagnia Carabinieri di Chieti Scalo".

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L'appello per risolvere questa ennesima emergenza allora va al sindaco Di Primio. Ed è un messaggio carico di rimproveri sottintesi. "Mi auguro che il sindaco pro tempore di Chieti riesca in quella che pare non essere una sua peculiarità: la tempestivita, almeno per una volta - conclude Bruno Di Paolo -  anziché preoccuparsi di come prendere la scena all'ultimo per godere del lavoro altrui, come nel caso del riordino delle province dove evidente è stato il suo tardivo impegno in favore di Chieti Provincia, provi concretamente a far valere la sua figura da sindaco chiudendo per tempo la stalla prima che i buoi scappino e che, soprattutto, non faccia come sua triste abitudine, ovvero limitarsi a piangere il morto”.

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