Carceri: poliziotti penitenziari in “autostop”

Si.P.Pe., fatto senza precedenti, abbiamo immediatamente segnalato la tragicomica vicenda al Provveditore dell'amministrazione Penitenziaria per l'Abruzzo e il Molise.

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ChietiToday

La spending review arriva anche nelle traduzioni dei carcerati. Chissà cosa devono aver pensato i due poliziotti penitenziari del carcere di Vasto quando gli sarebbe stato ordinato di tradurre un detenuto in ambulanza senza l'ausilio della radiomobile e scegliere di dover rientrare in sede con la stessa ambulanza oppure con i mezzi pubblici. I due poliziotti, quindi, non solo avrebbero accompagnato con l'ambulanza civile il detenuto in un carcere napoletano ma, dopo averlo consegnato ai colleghi di Napoli, sarebbero stati costretti a dover chiedere un passaggio all'autista della stessa ambulanza, altrimenti sarebbero dovuti rientrare nel carcere di Vasto con il treno oppure con l'autobus e magari anticipando anche le spese del biglietto.

Secondo il segretario generale del Si.P.Pe. Alessandro De Pasquale - non c'è da stupirsi dell'accaduto considerando che un ex dirigente generale del DAP sarebbe stato accusato dalla Corte dei Conti per danno erariale, in quanto si sarebbe messo in viaggio da Roma e verso il capoluogo ligure, utilizzando due auto dell'amministrazione: una per sé e l'altra «per il trasporto di bagagli, effetti personali e masserizie».

La situazione appare paradossale - conclude De Pasquale - poiché se da un lato alcuni soggetti utilizzerebbero beni dell'amministrazione per fini personali, dall'altro, chi svolge un servizio pubblico, per di più rischioso, si troverebbe costretto ad attingere alle proprie risorse personali per adempiere al proprio dovere.

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