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Carcere di Chieti accorpato con Pescara, il Sappe dice no

La soluzione rientra nello schema di decreto del Ministero della Giustizia per risparmiare sui costi dirigenziali. Il sindacato autonomo di polizia penitenziaria contesta quello che definisce l'ennesimo scippo ai danni della città e teme la futura soppressione del carcere teatino

La casa circondariale di Chieti verrà presto accorpata con quella di Pescara. La soluzione rientra nello schema di decreto relativo alla individuazione degli Uffici di livello dirigenziale non generale sia in sede centrale che nelle articolazioni periferiche dell'amministrazione penitenziaria inviato dal Ministero della Giustizia ai sindacati poche settimane fa. Il carcere di Madonna del Freddo andrebbe a condividere il direttore con quello di San Donato.

Ma questa soluzione non piace al Sappe, sindacato autonomo polizia penitenziaria, della casa circondariale di Chieti il quale teme che l’assenza di un direttore all’interno dell’istituto di pena possa vanificare il lavoro svolto per i detenuti in termini di protocolli già siglati e attività rieducative fungendo da preludio, un domani, a un’eventuale soppressione del carcere teatino.

Giovedì la segreteria locale del Sappe si è riunita per discutere del provvedimento ed elaborare le osservazioni in merito. Oggi è l’ultimo giorno utile per inviarle al Capo di gabinetto.

Nel verbale redatto il sindacato parla apertamente di scippo, “l’ennesimo di presidi a difesa del territorio e della legalità che la città di Chieti non può più subire – si legge - perché solo la presenza visibile ed operativa dello Stato costituisce baluardo per la sicurezza dei cittadini”.

Per il sindacato infatti, “le due città di Chieti e Pescara rappresentano territori totalmente diversi, nonostante la vicinanza chilometrica, che impongono la presenza a tempo pieno del direttore in ciascuna delle sedi per l'attuazione di protocolli mirati tra l'Amministrazione Penitenziaria e gli Enti Locali – spiega il segretario provinciale, Roberto Di Renzo – Inoltre, è stato solo prorogato il termine entro il quale saranno soppressi i tribunali di Vasto e Lanciano per cui l’intero territorio dell'attuale Provincia di Chieti sarà ricompreso nella giurisdizione della Procura di Chieti che, paradossalmente, si troverà a non disporre di un istituto penitenziario autonomo nella propria sede, non dimenticando che la Corte d'Assise ha sede proprio nel Tribunale della città di Chieti in quanto capoluogo di Provincia”.

Secondo il Sappe locale l’istituto di pena di Chieti anziché accorpato andava potenziato. “La presenza di detenuti si attesta da anni ad oltre le 100 unità che, per la loro eterogeneità (maschi comuni, maschi sex offender, donne, donne sex offender), non possono essere gestiti a distanza”.
 

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