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Lunedì, 29 Novembre 2021
Cronaca

Il centro sportivo "Ciapi" chiuso e abbandonato

Il campo di calcio del "Ciapi", dopo anni di gloria sportiva, è da circa sette anni chiuso con lucchetti e totalmente abbandonato a se stesso. Non rimane che giocare a palla fuori

Il campo di calcio del "Ciapi", dopo anni di gloria sportiva, è ormai da circa sette anni chiuso con lucchetti ai cancelli e totalmente abbandonato a se stesso.

L'impianto è a Chieti Scalo, presso la struttura dell’Ente Regionale "Ciapi", di proprietà dell’Università “Gabriele D’Annunzio”. La sua chiusura, considerata anche la penuria di centri simili in città, è avvenuta senza non poche polemiche e non pochi problemi per le società calcistiche teatine, poiché le squadre di Chieti che erano ospiti della struttura sarebbero state private da un giorno all'altro della possibilità di poter usufruire del campo con i relativi servizi annessi.

Il centro sportivo versa oggi in una situazione di forte degrado anche di tipo igienico-sanitario, senza nessun progetto di riqualificazione. Anche dall'esterno il campo del "Ciapi" è totalmente coperto da lussureggianti erbacce che sommergono oramai anche le porte di gioco e lasciano ai passanti e agli amanti dello sport uno spettacolo poco edificante, avendo seppellito, tra l’altro, anche i locali adibiti una volta a segreteria e spogliatoi con servizi igienici che sono in rovina.

A tal proposito, a dicembre del 2010, c'era stata sull'argomento anche una interrogazione al Sindaco di Chieti del Consigliere Comunale Milozzi che chiedeva al primo cittadino teatino "di intervenire immediatamente, affinché i responsabili dell’Ateneo Gabriele D’Annunzio, innanzitutto puliscano la struttura e poi forniscano delle spiegazioni su quelle che sono le reali intenzioni su un’area che, da fucina di giovani talenti cittadini, è diventata una vera vergogna a cielo aperto".

Ma, a tutt'oggi, probabilmente non è stato fatto pressoché nulla e il campo del "Ciapi" versa ancora nel degrado più assoluto, chiuso ed abbandonato. Sarebbe, pertanto, finalmente arrivata l'ora di intervenire per riconsegnare alla città, agli sportivi e alle società questo glorioso impianto.  Meglio tardi che mai.

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